"Mentre in molti comuni dell'Umbria aumentano i posti nei servizi per la prima infanzia grazie alle risorse regionali, a Foligno il nido di Borroni si trova con un numero elevato di rinunce dopo il cambio di gestione e la retta troppo alta. È una situazione sulla quale il Comune deve interrogarsi e che, a mio avviso, richiede una revisione della scelta compiuta". Lo sottolinea l'assessore regionale all'Istruzione Fabio Barcaioli. "La Regione - continua Barcaioli in un comunicato dell'ente - sta lavorando per ampliare l'offerta e rendere i servizi per l'infanzia sempre più accessibili alle famiglie. Nell'ultima manifestazione di interesse sono stati richiesti dai Comuni umbri 260 nuovi posti, tra cui 32 a Perugia, 18 a Castiglione del Lago, 36 a Valfabbrica e 11 a Città di Castello. Foligno ha richiesto solo cinque posti. A dicembre riapriremo i termini per consentire ai Comuni, che non hanno potuto partecipare alla prima fase, di presentare nuovi progetti e ampliare ulteriormente l'offerta. Spero che il Comune in questione possa attivarsi propositivamente". E ancora: "A Foligno infatti dopo l'esternalizzazione del nido di Borroni, 21 famiglie hanno rinunciato al posto e, nei primi giorni di apertura, il servizio ha registrato la presenza di una sola bambina. La retta, fissata inizialmente a 692 euro mensili, è stata successivamente ridotta a 625 euro. Sono numeri che impongono una riflessione sulla sostenibilità economica del servizio per le famiglie e sulle conseguenze delle scelte compiute". "Chiedo quindi al sindaco Stefano Zuccarini - aggiunge l'assessore all'Istruzione - di fermarsi e di rivedere la decisione di non utilizzare fondi regionali. La Regione è disponibile a confrontarsi con il Comune di Foligno e a mettere a disposizione le risorse previste dai propri strumenti di finanziamento. L'obiettivo deve essere quello di aumentare i posti e favorire l'accesso ai nidi". "In Umbria abbiamo scelto di investire sui servizi per la prima infanzia e di rafforzare il sostegno alle famiglie. Foligno deve poter offrire alle proprie bambine, ai propri bambini e ai loro genitori la stessa possibilità di accesso che stiamo costruendo negli altri territori della regione" conclude Barcaioli.