Sono un avvocato che la città conosce. Quasi trent'anni fa (era il 1987) la Comunità Montana, a seguito dell'impugnazione del testamento della Sig.ra Clara Mariani, assegnò al mio studio, allora diretto da mio padre, Avv. Pacciarini Aldo, un incarico per recuperare un credito importante relativo a un lascito liberale a favore dell' Ospedale di Città di Castello.
In questi anni ho lavorato , assieme ad altri Colleghi, con rigore e, a questo fine, abbiamo ottenuto un recupero di euro 3 milioni e settecentomila, che la nostra comunità potrà utilizzare.
Faccio presente che gli altri numerosi Istituti, parti avversarie nel giudizio relativo al lascito della Sig.ra Mariani, sono state destinatarie dell'importo di € 120.128,25, mentre il Comune di Città di Castello è stato destinatario della somma complessiva, e già corrisposta, di € 3.706.867,50.
Al termine di questo lavoro ho presentato all'Ente che mi aveva conferito l'incarico, (Comunità Montana) sulla base delle regolari tariffe professionali, la parcella.
Ho chiesto una cifra più che congrua rispetto al lavoro, e addirittura una cifra che è esattamente la metà di quanto avrei potuto legittimamente rivendicare.
Da questo punto di vista non vi è nulla da nascondere, è possibile riscontrare agevolmente la corretta applicazione delle tariffe professionali.
Faccio peraltro presente che né la Comunità Montana Alta Umbria, né il Sindaco di Città di Castello, una volta presentata la mia parcella, hanno mai sollevato contestazioni circa la congruità della stessa, prima del comunicato stampa rilasciato ieri dal Sig. Bacchetta.
Peraltro, ci tengo a sottolineare con forza come il mio operato abbia permesso di destinare ai bisognosi oltre 3 milioni e settecentomila euro, seppure le altre parti del giudizio cercassero di limitare il lascito in favore dell'Ospedale di Città di Castello. Ciò, a mio avviso, è motivo di orgoglio per la cittadinanza, a cui dover dare risalto ed importanza e non da sminuire ed attaccare per futili ragioni personali e politiche.
Appare incredibile come il Sig. Bacchetta, invece di rivolgere alla sottoscritta le proprie rimostranze circa la parcella di cui sopra, abbia utilizzato tale questione per indirizzare pubblicamente accuse infamanti nei miei confronti, coinvolgendo i ruoli politici e sociali da me svolti, in associazioni, come l'ANPI, di primaria importanza per la Comunità.
I due piani, quello professionale e quello sociale e politico, debbono essere del tutto distinti.
Circa le offese rivoltemi dal Signor Bacchetta sul piano personale, non comprendo i motivi di questa uscita volgare e demagogica, arrogante e populista e, ripeto, diffamatoria e improvvisa, senza che vi sia stata da parte Sua nessuna osservazione in questo senso.
La città conosce da sempre la serietà e il rigore professionale, della mia famiglia, del mio studio. Rigore che anche in questa circostanza è stato la cifra dell'impegno mio e degli altri Colleghi .
Non è tanto l'insulto che viene da una persona come Bacchetta a ferirmi, ma il fatto che questo insulto e questa ferita vengano da un signore che pro-tempore ricopre la carica di Sindaco.
Vorrei soltanto ricordare che il mio impegno in ambito politico e sociale all'interno della cittadinanza è avvenuto esclusivamente per “passione” ed “amore” nei confronti dei valori a me tramandati per la Resistenza, l'Antifascismo e la democrazia e non certo per ottenere alcun tipo di vantaggio, né in termini economici o d'immagine.
Non posso e non voglio accettare, quindi, alcun tipo di insulto o diffamazione per il mio impegno professionale e sociale, in quanto al primo perchè sempre svolto con correttezza e rispetto delle regole, quanto al secondo perchè orientato verso valori ed obiettivi esclusivamente morali e non materiali.
Per tal motivo, aspetto con immediatezza le scuse da parte del Sindaco, e la rettifica del comunicato stampa rilasciato nella giornata di ieri; qualora ciò non dovesse avvenire procederò a tutelarmi nelle apposite sedi.
Città di Castello/Umbertide
10/10/2014 15:27
Redazione