Sovraffollamento, temperature difficilmente sopportabili, carenza di personale e risorse insufficienti anche per garantire servizi e diritti essenziali sono le criticità emerse durante la visita al carcere di Capanne dei vertici della Camera penale di Perugia nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Ristretti in agosto". "Le temperature di questi giorni restituiscono pienamente il senso dell'iniziativa" ha spiegato il presidente, Luca Gentili. "Se il caldo è difficile da sopportare per chi vive all'esterno ed è libero, possiamo immaginare che cosa accada dentro un istituto penitenziario, dove si raggiungono temperature inaccettabili e condizioni di vita spesso invivibili" ha aggiunto. Alla visita hanno partecipato anche esponenti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali tra cui l'assessore regionale Fabio (Rpt.: Fabio) Barcaioli, il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Romizi e il vicesindaco di Perugia Marco (Rpt.: Marco) Pierini, oltre a numerosi consiglieri provinciali e comunali. Ha preso parte all'iniziativa anche una studentessa laureanda in Giurisprudenza, impegnata in una tesi dedicata alla condizione delle donne in carcere. "Una delle principali criticità - ha detto ancora Gentili - riguarda la grave carenza di organico. Agenti di polizia penitenziaria, direzione e funzionari dell'area trattamentale si trovano a operare con risorse umane insufficienti. Una situazione che limita fortemente la possibilità di organizzare attività assistenziali, sportive, formative e lavorative, nonostante la volontà del personale di ampliare i servizi offerti". Nel corso della visita è stata affrontata anche la questione degli spazi destinati all'affettività dei detenuti, riconosciuta da una recente sentenza della Corte costituzionale. La direzione del carcere di Capanne avrebbe già individuato una stanza da adibire a questo scopo, ma per renderla utilizzabile sarebbe necessario eliminare un bagno e acquistare gli arredi. "Parliamo di una spesa di appena 5 mila euro - ha sottolineato Gentili - eppure le risorse non ci sono. Con un impegno economico estremamente limitato si potrebbe garantire un diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale. Durante l'incontro sono emerse anche le difficoltà quotidiane segnalate dai detenuti, alcuni dei quali hanno denunciato di non avere neppure uno sgabello per consumare i pasti. Dall'altra parte, l'amministrazione penitenziaria ha riferito che molti arredi non possono essere sostituiti perché ripetutamente danneggiati o distrutti. Sono stati segnalati infissi di ferro scardinati e dati alle fiamme, oltre ad aggressioni ai danni del personale". "È una situazione drammatica da entrambe le parti, sia per coloro che sono detenuti sia per chi ha il compito di garantire la sicurezza e il funzionamento dell'istituto" ha detto Gentili ricordando che a Capanne il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 130 per cento. "Nel carcere - ha proseguito - sono in costruzione due nuovi reparti: per il primo il cantiere è già stato avviato, mentre i lavori per il secondo dovrebbero partire a breve. Complessivamente potrebbero essere realizzati circa 200 nuovi posti. Resta tuttavia da comprendere se serviranno davvero a ridurre il sovraffollamento oppure se finiranno per accogliere altri detenuti, lasciando sostanzialmente invariata la situazione". Sull'importanza dell'iniziativa è intervenuto anche Andrea Romizi, consigliere regionale di Forza Italia, che ha ringraziato la Camera penale di Perugia e quelle italiane per aver mantenuto alta l'attenzione sugli istituti penitenziari anche durante il periodo estivo. "È fondamentale rivolgere uno sguardo attento alle strutture carcerarie - ha sostenuto -, alla vita che si svolge al loro interno e, soprattutto, alle persone che le abitano. Sono una parte rilevante delle nostre città e della nostra società: non possiamo considerarle ai margini o fare finta che non esistano". "Dobbiamo continuare a mantenere alta l'attenzione - ha concluso Gentili - perché questa non è una realtà degna di un Paese civile. Come avvocati e come Camera penale abbiamo sempre rivendicato un compito preciso: dare voce a chi non ce l'ha".