Si è conclusa con grande partecipazione e risultati concreti la presenza del Banco Alimentare dell’Umbria alla 57ª edizione di Agriumbria, dove è stato protagonista con il progetto “Dal Campo alla Solidarietà”. Nel corso della tre giorni della manifestazione, fondamentare è stata la presenza dei volontari e operatori del servizio civile impegnati presso il Banco che hanno animato il desk informativo allestito presso il centro congressi di UmbriaFiere, alternando momenti di accoglienza e dialogo con centinaia di visitatori e numerosi espositori, in occasioni di riflessione sul valore del cibo e sull’urgenza di costruire filiere solidali e sostenibili. Accanto all’attività di sensibilizzazione, per tutta la durata dell’evento, è stato attivo un servizio quotidiano di recupero delle eccedenze alimentari prodotte dagli espositori, e dai diversi punti ristoro della Fiera. Gli alimenti raccolti sono stati redistribuiti ogni giorno alle Strutture Caritative del territorio di Bastia e Assisi convenzionate con il Banco Alimentare dell’Umbria, contribuendo concretamente, come è l’attività del Banco Alimentare, al sostegno delle persone in difficoltà. “Il progetto, – sottolinea Valter Venturi, presidente del Banco Alimentare dell’Umbria – nato con l’obiettivo di sensibilizzare produttori agricoli, operatori della filiera, istituzioni e cittadini sull’importanza del recupero delle eccedenze alimentari, ha confermato e rafforzato il ruolo del Banco Alimentare come ponte tra il mondo della produzione e quello della solidarietà. Un impegno concreto che si traduce nella capacità di recuperare cibo ancora buono e destinarlo alle persone in difficoltà, promuovendo al tempo stesso una cultura della responsabilità condivisa. La nostra presenza ad Agriumbria ha rappresentato non solo un’azione concreta contro lo spreco, ma anche un segnale forte di come sia possibile integrare sostenibilità, innovazione e responsabilità sociale all’interno di un grande evento come Agriumbria”. Fondamentale è stato il contributo dei volontari e dei giovani del servizio civile, che con entusiasmo e dedizione hanno reso possibile sia l’attività di sensibilizzazione sia il recupero e la redistribuzione quotidiana degli alimenti. L’esperienza si chiude con un bilancio positivo, testimoniato dalle centinaia di incontri personali, dal cibo salvato dallo spreco (circa 250 kg) e dall’interesse crescente verso modelli di sviluppo più sostenibili e inclusivi, confermando l’importanza di creare reti territoriali capaci di trasformare lo spreco in risorsa e il cibo in strumento di inclusione e con un invito a coinvolgersi nel volontariato presso le sedi di Lidarno e Terni per contribuire alla lotta alla povertà e allo spreco.