Si è chiusa ieri sera, con il sold out di Sigfrido Ranucci, l'edizione 2026 di Notti d'Autore, festival organizzato dall'Associazione Pro Costacciaro con il patrocinio di Regione Umbria e Comune di Costacciaro. Un'edizione che ha scelto di affrontare temi non semplici: la mafia, i femminicidi, i casi di cronaca rimasti irrisolti, le scelte più difficili di una vita. E lo ha fatto senza sconti, portando tra il pubblico chi quelle verità le ha cercate, vissute e raccontate.
Luisa Impastato ha aperto il festival portando in scena la memoria di Peppino Impastato. Con "Fiori di Campo" ha condotto il pubblico dentro i ricordi di famiglia, tra la Cinisi degli anni Settanta e il coraggio di un ragazzo che scelse di dire la verità pagandola con la vita. Non è mancata la commozione: in molti si sono ritrovati con gli occhi lucidi, in un silenzio che diceva più di ogni applauso. Un'apertura che ha dato subito il tono a tutta l'edizione, mostrando che raccontare la verità, anche quando fa male, resta un atto necessario. Alvaro Fiorucci, in un incontro molto partecipato, ha riportato in vita il caso di Mara Calisti, ricordando quanto le storie di cronaca, quando restano irrisolte, continuino a chiedere giustizia anche dopo decenni. Angela Di Berardino e Giulia Mariani, autrici del podcast "A Nudo. Il Massacro del Circeo", hanno incontrato il pubblico restituendo voce e dignità alle vittime di uno dei casi più dolorosi della cronaca italiana. Le due autrici hanno anche condiviso, in una breve masterclass, il loro modo di lavorare: come si costruisce un racconto investigativo, come si maneggiano storie così delicate con rispetto, come il podcast possa diventare strumento di memoria collettiva.
A chiudere l'edizione è stato Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, che ha incontrato una piazza sold out per lo spettacolo "Diario di un Trapezista". Un racconto intimo in cui Ranucci ha ripercorso le scelte che hanno cambiato per sempre la sua vita dedicata a cercare la verità. Un mestiere fatto di equilibrio, coraggio e responsabilità, raccontato a Costacciaro con una sincerità e una vicinanza al pubblico raramente concesse. Una chiusura che ha lasciato in piazza un silenzio carico di pensieri, prima del lungo applauso finale.
Gubbio/Gualdo Tadino
21/07/2026 09:29
Redazione