Dal bosco alla tavola per compiere un gesto d’amore verso gli animali. Sono stati una cinquantina i partecipanti all’iniziativa ‘A tartufi con Giuliano’, promossa da Giuliano Tartufi a Pietralunga per far vivere un’opportunità unica a contatto con la natura e la buona cucina, con uno sguardo rivolto agli ospiti del Canile di Lerchi di Città di Castello, cui è andato il ricavato della giornata, a sostegno delle attività di cura di cani e gatti del rifugio. Dopo il benvenuto e l’introduzione all’affascinante mondo della tartuficoltura e della sua filiera, i partecipanti si sono incamminati nel cuore del bosco in un percorso suggestivo di circa tre chilometri verso il Monte delle Croci, dove hanno vissuto dal vivo la magia della cavatura, guidati dagli esperti tartufai del territorio e dai loro inseparabili cani. A ‘spezzare’ la passeggiata un aperitivo conviviale, occasione perfetta per condividere le emozioni della mattinata e al rientro in azienda un esclusivo pranzo gourmet ideato a quattro mani dallo chef stellato Mattia Trabetti e dallo chef di Giuliano Tartufi, Luca Meoni, un vero e proprio omaggio ai sapori autentici della materia prima. “Abbiamo voluto offrire un’esperienza autentica – ha detto Giuliano Martinelli, fondatore di Giuliano Tartufi – per diffondere la conoscenza del tartufo, scoprire dove nasce, come viene preparato e poi portato in tavola, oltre a dare un contributo concreto al territorio attraverso la donazione al Canile di Lerchi. Il messaggio che ci sta più a cuore è sensibilizzare sull’importanza dell’adozione: dare una casa ai cani che vivono nei rifugi è un atto che arricchisce immensamente sia la vita dell’animale sia quella di chi lo accoglie. Non possiamo forzare una scelta, certo, ma desideriamo stimolare tutti a prendere in considerazione questa possibilità. Al di là di questo fine importante, l’iniziativa è stata un approfondimento sul mondo del tartufo, con un confronto tra i due chef che hanno dato il massimo, proponendo piatti eccezionali. Mi piace favorire questi momenti di convivialità perché sono l’occasione ideale per scambiarsi idee, conoscenze e lasciarsi ispirare per nuovi progetti”. Giuliano Martinelli ha poi accennato alla stagione che attenderà il tartufo bianco, diffuso nell’Alto Tevere. “Il tartufo bianco è come l’orto, va innaffiato. A luglio la pioggia non è mancata e, se anche ad agosto avremo un po’ d’acqua, la stagione si preannuncia favorevole. So che la pioggia estiva può essere un disagio per chi organizza eventi all’aperto – ha aggiunto – ma per noi che viviamo la terra e il bosco è una vera e propria benedizione che vale la pena celebrare”.