Nell’ambito delle attività di controllo del territorio dedicate al contrasto dei reati contro il benessere animale e alla tutela dell’ambiente i Carabinieri del Nucleo Forestale di Campello sul Clitunno hanno denunciato a piede libero un collaboratore del titolare di un allevamento avicolo, ritenuto responsabile dell'abbandono di decine di galline ovaiole all'interno di un fosso in comune di Castel Ritaldi. I militari, allertati da una segnalazione, hanno rinvenuto nel fossato numerosi capi già morti e in stato di decomposizione. Sotto la vegetazione sono state però individuate e recuperate cinque galline ovaiole di razza Hi-Line Brown, sopravvissute ma stremate dalla mancanza di cibo e acqua. Il Servizio Veterinario dell'ASL ha rimosso le carcasse e preso in custodia i volatili vivi, sottoposti a sequestro penale e trasferiti in una struttura idonea per le cure. Sono inoltre in corso i campionamenti sanitari dell'Istituto Zooprofilattico di Perugia per escludere casi di influenza aviaria. Dalle indagini è emerso che gli animali provenivano da un allevamento in via di dismissione. Essendo giunti a fine ciclo e non più economicamente vantaggiosi per la produzione di uova, il proprietario se ne è disfatto illegalmente, causando gravi sofferenze a molti soggetti. Il soggetto è stato deferito alla Procura della Repubblica per la violazione dell'articolo 727 del Codice Penale per abbandono di animali e la loro detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura. Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.