Il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto è ufficialmente entrato nel sito seriale del patrimonio mondiale Unesco dedicato ai teatri condominiali all'italiana dell'Italia centrale fra XVIII e XIX secolo, diventando il secondo bene Unesco della città dopo la Basilica di San Salvatore. Il riconoscimento è stato presentato oggi nel corso di una cerimonia ospitata nello stesso teatro, dove istituzioni e tecnici hanno ripercorso il lungo iter che ha portato all'iscrizione nella World heritage list. Ad aprire l'incontro è stato l'assessore alla Cultura del Comune di Spoleto, Danilo Chiodetti, che ha ricostruito il percorso della candidatura, definendolo il risultato di un lavoro condiviso tra Comune, ministero della Cultura, Soprintendenza e tutti gli enti coinvolti, frutto di anni di approfondimenti tecnici e istituzionali. Per l'assessore regionale alla Cultura, Tommaso Bori, il riconoscimento Unesco "conferma che i nostri teatri sono veri fari comunitari, nati per rendere la cultura un diritto e non un privilegio". Bori ha sottolineato che "la nuova legge regionale sulla cultura tutela i siti Unesco e introduce per la prima volta il riconoscimento dell'Art bonus, sostenendo così la valorizzazione del patrimonio e il lavoro delle maestranze specializzate". L'assessore ha infine ringraziato il Comune di Spoleto e tutti i soggetti che hanno contribuito al raggiungimento del risultato. Per il sindaco Andrea Sisti il riconoscimento "premia una lunga storia culturale" del Teatro Nuovo e il ruolo internazionale assunto attraverso i settant'anni del Festival dei Due Mondi. "Ora il teatro sarà il fulcro del piano di gestione Unesco e della valorizzazione dell'intero comparto monumentale circostante", ha sottolineato il primo cittadino. Giovanni Delogu, della Soprintendenza alle belle arti dell'Umbria, ha sottolineato che il risultato è arrivato al termine di "un percorso di sinergia con il Comune" e che il vincolo diretto sull'intero edificio, recentemente apposto dalla Soprintendenza, ha rappresentato la condizione indispensabile per la candidatura. Delogu ha inoltre ricordato i restauri del teatro e dello storico sipario e la scelta di tutelare anche le trasformazioni novecentesche, come quelle del boccascena volute da Luchino Visconti, riconosciute parte integrante della storia del bene.Con il nuovo riconoscimento Spoleto rafforza così il proprio ruolo nel patrimonio mondiale Unesco, aggiungendo il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti al sito seriale dei Longobardi in Italia, di cui fa parte la Basilica di San Salvatore.