Dopo il chiostro della Pace nel convento di San Francesco, dove secondo la tradizione il Santo di Assisi ricevette la sua prima tunica e il parco della Vittorina, luogo nel quale sarebbe avvenuto il famoso ammansimento del lupo di Gubbio, si è tenuto ieri alla Chiesetta dei Muratori l’appuntamento conclusivo del progetto “Creature senza confine”, anteprima del Gubbio No Borders Jazz Festival. “Cantata spiritualis in memoriam lupi - Ballata per una creatura francescana” è l’ultimo atto della piéce teatrale. Secondo la tradizione tramandataci dal Fioretto XXI, dopo l’incontro con San Francesco il lupo visse per due anni in pace con gli eugubini, entrando a far parte della comunità. Da questa suggestione nasce una sorta di messa funebre blues dedicata a questa creatura francescana, simbolicamente restituita alla memoria della città. L’evento si è svolto proprio di fronte alla piccola chiesa di San Francesco della Pace, luogo in cui la tradizione colloca le spoglie del lupo: uno spazio carico di significato, nel cuore del centro storico, dove passato e presente entrano in dialogo. La drammaturgia intreccia letture dal Fioretto XXI, con la voce narrante Angelo Mischianti, con brani tratti da “Los motivos del lobo”, poesia scritta nel 1913 dal poeta nicaraguense Rubén Darío, interpretate da Claudia Fofi. Un racconto sorprendentemente moderno e universale, capace di attraversare epoche e contesti geografici. La No Borders Band, con i musicisti Antonio Riccardini, Michele Menichetti, Gregorio Paffi e Paolo Ceccarelli, ha accompagnato il racconto con un percorso tra blues e spiritual, brani elettrici, moderni e contemporanei e brani di Nick Cave, The Gun Club e Lou Reed: un viaggio sonoro sui temi del peccato e della redenzione. Ideazione, drammaturgia, direzione artistica e musicale sono di Giovanni Baleani, direttore del Jazz Club Gubbio “Sanio Panfili”.