Il Comune di Città di Castello si prepara a ricorrere al Tar contro il decreto che definisce l'assetto dell'organizzazione del sistema scolastico della regione Umbria nell'anno 2026-2027. L'assessore regionale all'Istruzione Fabio Barcaioli ha infatti reso di avere ricevuto la comunicazione del taglio di un'autonomia su Gubbio e una su Città di Castello. Oltre ad avere attivato le procedure per ricorrere al Tar, il Comune tifernate ha annunciato di avere depositato all'Ufficio scolastico regionale un'istanza di accesso agli atti per conoscere le motivazioni del provvedimento. "Non sono state pubblicate - sostengono il sindaco Luca Secondi e l'assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerr - ma siamo tenuti a sapere, perché sono il fondamento dell'accorpamento di istituti che è stato stabilito per Città di Castello dal successivo decreto direttoriale 62. Abbiamo, infine, scritto al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito e al direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per l'Umbria, nella sua veste anche di commissario ad acta per il dimensionamento scolastico, per chiedere un immediato e urgente confronto sul coinvolgimento dell'istituto di istruzione secondaria di primo grado Alighieri - Pascoli nell'azione di riorganizzazione del sistema scolastico della regione. Atti formali e sostanziali per dire che non accettiamo una scelta illogica e dannosa, con cui viene di nuovo colpito un territorio come quello di Città di Castello che ha già sopportato i sacrifici della riorganizzazione scolastica regionale". Il sindaco ha quindi dato mandato al servizio legale dell'ente di valutare i provvedimenti adottati dal direttore generale dell'Usr, in qualità anche di commissario ad acta per il dimensionamento, "con l'obiettivo di formalizzare un atto di opposizione di fronte al tribunale amministrativo".