"L'Umbria a Torino non dovrà essere solo un luogo, ma un'emozione da leggere tra le righe della sua storia e del suo futuro": con questa immagine il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, ha presentato ufficialmente, presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni a Perugia, la partecipazione dell'Umbria come Regione ospite alla prossima edizione del Salone Internazionale del libro. All'incontro, organizzato per illustrare un palinsesto di circa 40 eventi e la partecipazione di 40 case editrici e alla presenza della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, sono intervenuti la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il presidente dell'Associazione Torino la città del libro Silvio Viale, in collegamento, insieme ai rappresentanti della Camera di Commercio dell'Umbria, della Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio umbre e della Fondazione Guglielmo Giordano. Il programma delle giornate torinesi - spiega la Regione - mette in risalto le grandi figure della spiritualità e dell'arte umbra, a partire dalle celebrazioni per l'ottavo centenario della morte di San Francesco. A questo proposito la presidente Proietti ha sottolineato l'importanza dell'anniversario sottolineando che "celebrare Francesco a Torino significa portare nel mondo un messaggio di pace e custodia che è l'anima stessa della nostra terra". La presidente ha inoltre evidenziato come la forza di questo progetto risieda "nella capacità di promuovere il territorio non solo come meta turistica, ma come centro di produzione intellettuale", con una particolare attenzione al mondo dell'editoria, pilastro fondamentale per far viaggiare l'identità umbra oltre i confini regionali. A seguire, il vicepresidente Bori ha approfondito il senso della partecipazione definendola una vera e propria "chiamata alle arti": "La promozione della lettura non è solo un esercizio culturale, ma un atto politico nel senso più alto del termine", ha dichiarato, sottolineando come investire nell'editoria significhi rafforzare la libertà e la consapevolezza dei cittadini. Bori ha inoltre ribadito l'importanza di un lavoro condiviso con gli editori, attori di un vero e proprio servizio pubblico essenziale per la democrazia. Per la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, "essere presenti al Salone del libro di Torino è per l'Umbria un passaggio importante, perché significa portare su un palcoscenico nazionale e internazionale l'identità culturale della nostra regione. È l'occasione per raccontare un territorio che nella cultura, a partire anche dal sistema bibliotecario, riconosce una leva di crescita, coesione e futuro. Dentro questa visione c'è un tratto profondo dell'identità umbra, il legame tra cultura e pace. Perugia e l'Umbria parlano da sempre al Paese e al mondo attraverso il messaggio della nonviolenza, del dialogo e della fraternità. Per questo è particolarmente significativo portare a Torino anche il richiamo alla Marcia Perugia-Assisi, nel solco dell'eredità di Aldo Capitini e del messaggio universale di San Francesco. Oggi più che mai, in uno scenario internazionale segnato da guerre e sofferenze, la pace va rimessa al centro del discorso pubblico come responsabilità collettiva e quotidiana. Anche per questo - ha detto in conclusione la sindaca - la presenza dell'Umbria al Salone assume un valore che va oltre la promozione culturale. È il segno di una regione che vuole rafforzare il proprio ruolo nazionale e internazionale attraverso la forza delle sue idee, della sua storia e della sua visione". L'anima del progetto umbro vivrà all'interno dello stand istituzionale di oltre 250 metri quadrati, un'opera di architettura temporanea concepita dal designer Emanuel Gargano, già vincitore del prestigioso Compasso d'Oro, su impulso della Fondazione Giordano e del progetto Seed. Il progetto grafico è di Bcpt. Ispirandosi al linguaggio materico di Alberto Burri, lo spazio ripropone il celebre Cretto come elemento identitario, creando un volume dove la solidità della terra incontra la dimensione eterea dei libri. Lo stand non sarà solo un'area espositiva, ma uno strumento per presentare il valore della cultura come motore di crescita per l'intera comunità regionale. A rimarcare il valore delle connessioni è stato il presidente dell'Associazione Torino la città del libro, Silvio Viale: "Le connessioni tra il Salone e l'Umbria sono profonde e vive", ha sottolineato, evidenziando una relazione fatta di progettualità condivise e di una comune visione della promozione della lettura. "Il Salone è una grande occasione di incontro, insieme alla Regione Umbria accoglieremo ospiti da tutto il mondo", ha aggiunto. Il palinsesto vedrà momenti di grande rilievo come le riflessioni di Dacia Maraini su Chiara d'Assisi, l'omaggio al genio teatrale di Dario Fo e Franca Rame e lo spirito della Marcia Perugia-Assisi. Interverranno anche l'imprenditore umbro Brunello Cucinelli e la regista Alice Rohrwacher. L'Umbria guarderà anche ai nuovi linguaggi con il progetto Manga Issho, i laboratori creativi per le nuove generazioni e il supporto ai talenti emergenti con il premio nazionale Severino Cesari. Federico Sisti, per la Camera di commercio dell'Umbria, si è soffermato sul carattere corale dell'iniziativa "frutto di un progetto di sistema, nato da entusiasmo e collaborazione", ha spiegato, evidenziando la necessità di sostenere un comparto editoriale che crea valore e occupazione. "Aprirsi al mondo significa rappresentare al meglio i valori della nostra terra", ha aggiunto, ribadendo il ruolo dell'editoria come strumento di identità e promozione culturale e la vocazione dell'Umbria come terra di pace e dialogo.
Perugia
17/04/2026 10:16
Redazione