Situazione in chiaroscuro per quanto riguarda la raccolta di sangue e plasma in Umbria, con alcune criticità nel servizio e un lieve calo delle donazioni complessive registrate nell'anno passato, ma dati leggermente confortanti in questi primi mesi del 2026. A definirla così è stato lo stesso presidente dell'Avis regionale Umbria, Enrico Marconi, in occasione della 58/a assemblea annuale dell'associazione, che si è svolta domenica 19 aprile al Park Hotel di Ponte San Giovanni, a Perugia. Presenti all'evento anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, e la presidente dell'Assemblea legislativa dell''Umbria Sarah Bistocchi. Nel 2025 si è registrata una contrazione delle donazioni rispetto all'anno precedente, passando dalle 39.954 del 2024 a 39.051 (-2,26%). "Ciò - ha spiegato Marconi - è dovuto alle impegnative sindromi influenzali; al rinnovo delle cariche delle varie sezioni Avis, che ha richiesto maggiori attenzioni e impegno rispetto all'attività di chiamata; ma soprattutto a numerosi disservizi in alcuni punti di raccolta, dovuti alla carenza di personale medico e infermieristico, soprattutto nella Usl Umbria 2, fattore questo che ha comportato anche alla compressione e soppressione di giornate donazionali". Al 31 dicembre 2025 i donatori di Avis in Umbria erano 29.918 rispetto ai 30.163 del 2024 (-0,81%). "Pur registrandosi una lieve diminuzione - ha però specificato Marconi - l'associazione continua a dimostrare una buona capacità di attrarre nuovi donatori, anche in un contesto demografico regionale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione". La situazione della raccolta sangue non vede gravi problematiche mentre si evidenzia un'insufficiente raccolta di plasma che pone l'Umbria sotto i livelli necessari all'autosufficienza: nel 2025 è stata di 11.043 chilogrammi (meno 1,86% rispetto ai 11.252 kg del 2024) laddove sarebbe dovuta arrivare ad almeno 12mila. Ciò comporta alla sanità umbra anche un'ulteriore spesa di 1/2 milioni di euro all'anno per l'acquisto di farmaci plasma derivati non coperti dal plasma raccolto in regione. "La vera sfida per noi - ha affermato il presidente di Avis regionale - rimane l'incremento delle plasmaferesi, e in tale direzione ci stiamo muovendo con le varie campagne promozionali". Centrale in questo ambito sarà la definizione del nuovo Piano regionale sangue e plasma, su cui Avis ha chiesto alla Regione "un confronto effettivo serio e approfondito". Se questa è la situazione plasma, Avis - come sottolinea in una una nota - assicura il 96,6% del sangue raccolto in Umbria, attraverso, ha ribadito Marconi, "un sistema trasfusionale fondato sul dono gratuito, anonimo, volontario, periodico, associato e consapevole, e basato sull'opera delle strutture sanitarie pubbliche e delle associazioni di volontariato, consentendo risposte etiche e di qualità, risposte di sicurezza e di tutela del donatore, prima ancora che del ricevente". "Un modello da preservare - ha concluso il presidente di Avis Umbria - e che non si concilia, a nostro avviso, con l'eventuale ingresso in scena di soggetti commerciali". Il presidente di Avis ha poi evidenziato un'altra problematica relativa alla nuova piattaforma per le prenotazioni, "realizzata negli anni scorsi, con i fondi e le scadenze del Pnrr, senza alcun preventivo confronto con le associazioni di volontariato": "C'è il problema - ha detto - della prenotazione diretta che finirebbe con il depotenziare l'efficacia della prenotazione associativa, riducendo il contatto donatore/associazione, con affievolimento della fidelizzazione e dell'azione educativa dell'associazione nei confronti del donatore, incidendo pesantemente sulla donazione programmata. Resta poi l'assurda limitatezza della piattaforma che in caso di prenotazione diretta da parte di un nuovo donatore non gli consentirebbe di indicare l'associazione di donatori di sangue alla quale intende aderire". "Oggi - ha dichiarato la presidente Proietti - abbiamo preso alcuni impegni a partire dal fatto che il Centro regionale sangue si riunirà almeno una volta al mese per affrontare le criticità e le possibilità di evoluzione del sistema. D'altronde il sistema non può fare a meno di Avis e delle altre associazioni di volontariato. Ribadiamo la piena collaborazione, fermo restando i punti di programmazione che vedono un dialogo costante e molto franco. La volontà è di implementare le donazioni e i donatori".
Perugia
20/04/2026 16:36
Redazione