"Mettiamo a tacere le armi e fermiamo tutte le guerre": a chiederlo sono stati i marciatori per la pace che, partiti nella notte tra giovedì e venerdì da Perugia, hanno raggiunto Assisi stamani intorno alle 6. Per una edizione straordinaria della marcia. Hanno camminato nel buio della notte, illuminata solo dalla luce fioca delle torce, con il pensiero rivolto al popolo ucraino da un anno vittima dell'aggressione russa. Ma quello che è partito dalla Basilica di San Francesco, dove i marciatori sono giunti dalla tradizionale partenza dei giardini del Frontone a Perugia, è stato un messaggio di pace destinato a tutto il mondo. "Contro tutte le guerre che continuano in Ucraina e in troppe altre parti" del pianeta hanno spiegato gli organizzatori. Flavio Lotti, il promotore della marcia, durante il corteo, a cui hanno preso parte centinaia di manifestanti, ha più volte ripetuto che "la guerra è una trappola", sottolineando "il pericolo di finire nell'abisso di un conflitto nucleare". In marcia c'è anche ci è arrivato da Venezia per ribadire, attraverso uno striscione, "la necessità di azioni non violente per arrivare a fermare le armi". "Il significato di questa marcia in notturna - racconta uno dei partecipanti appena uscito dalla cripta di San Francesco - è di ribadire la necessità di fermare le guerre e non solo in Ucraina, di affermare il valore della pace che è l'unica scelta razionale". "E' stato faticoso ed emozionante questo cammino, ma necessario anche per riaffermare il valore della pace", raccontano due amiche, stanche per i chilometri percorsi, "ma felici di aver contribuito a questo momento che a modo suo è già storia". Anche tanti giovani, avvolti nelle bandiere arcobaleno, non hanno voluto mancare l'appuntamento e dalle loro parole esce chiaro il desiderio di "libertà per tutti i popoli". In cammino si sono messi anche fra Riccardo Giacon, direttore della rivista San Francesco e fra Giulio Cesareo, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi. Mentre il custode, fra Marco Moroni, ha atteso i marciatori sulla tomba di San Francesco, all'interno della Basilica Inferiore, per guidare un momento di preghiera. L'atto conclusivo di una lunga notte che era iniziata, ieri sera, con l'incontro a Perugia, nel Palazzo dei Priori, tra "costruttori di pace". Da lì poi il raduno e la partenza dai giardini del Frontone, con l'accensione delle fiaccole, gli striscioni bene in vista e le bandiere al vento con le scritte "No war".
Assisi/Bastia
24/02/2023 11:19
Redazione