“Il progetto olio, che rientra tra i fabbisogni individuati nel PSR per l’Umbria, è volto ad approfondire tutte le possibili azioni da mettere in campo per il rilancio del settore olivicolo-oleario a partire dagli strumenti finanziari messi a disposizione dalla programmazione dei fondi comunitari. Per noi si tratta di un documento strategico perché va a toccare un elemento importante della stessa identità dell’Umbria e fa seguito a quelli già predisposti nei settori della zootecnica e del vino”. Così l’assessore regionale alle politiche agricole ed all’ambiente Fernanda Cecchini, ha presentato oggi, giovedì 7 febbraio, a Trevi, nel Teatro Clitunno, la prima stesura del “Progetto speciale settore olivicolo-oleario” con cui la Regione dell’Umbria ha iniziato a confrontarsi con gli operatori del settore. “Il documento che abbiamo presentato a Trevi ai diversi protagonisti della filiera olivicola umbra – ha affermato l’assessore - rappresenta una prima elaborazione di un progetto di valenza altamente strategica per questa regione dal punto di vista produttivo ma anche ambientale e culturale”. Il settore dell’olio in Italia ha subito negli ultimi anni un ridimensionamento produttivo notevole. Primo Paese consumatore e secondo paese produttore al mondo, l’Italia è anche il primo importatore per una quota che si aggira attorno al 70% del proprio fabbisogno. In questo contesto nazionale anche l’Umbria ha visto una grave riduzione della produzione e un tendenziale abbandono di tante superfici marginali. La produzione certificata di Dop Umbria si è ridotta, passando dalle 576 tonnellate del 2013 alle 410 del2016, pari al 4,1 per cento della produzione totale nazionale. I frantoi operanti nella nostra regione sono 215: 156 in provincia di Perugia e 59 in quella di Terni.