"Monsignor Sorrentino ha lasciato un segno profondo nel cammino spirituale e civile dell'Umbria. In questi anni ha esercitato il suo ministero con autorevolezza, sobrietà e capacità di ascolto, offrendo un contributo importante alla vita delle comunità diocesane e anche alla crescita di una coscienza più attenta alla dignità della persona, ai più fragili, al lavoro, alla pace e al bene comune": con queste parole la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha salutato l'arcivescovo Domenico Sorrentino, che dopo vent'anni di servizio alla guida della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, dal 2021, anche di quella di Foligno, ha concluso il proprio mandato. "Il suo episcopato - ha affermato la presidente - ha accompagnato i nostri territori con una presenza solida, capace di tenere insieme profondità spirituale, attenzione pastorale e senso dell'unità. Monsignor Sorrentino ha interpretato il suo ruolo con uno stile limpido e concreto, lasciando un'impronta che resta viva nella vita delle diocesi e dell'intera Umbria". Nel messaggio della presidente - riportato dall'ufficio stampa della Giunta - emerge con chiarezza l'importanza del suo ministero. "La scelta di partire dai più fragili - ha sottolineato - e di porre sempre al centro la persona e le comunità racconta la direzione del suo cammino. È uno stile che ha reso concreta la prossimità, trasformandola in attenzione e presenza costante". Un passaggio centrale del saluto ha riguardato il legame con Assisi e con il messaggio francescano. "In questi anni Monsignor Sorrentino ha contribuito a rafforzare il valore di Assisi - ha ricordato Proietti - come luogo universale, capace di parlare al mondo di pace, fraternità, dialogo e custodia della dignità umana. Nel solco di San Francesco ha promosso il rinnovamento del cammino parrocchiale, una forte attenzione ai giovani e un impegno costante sui temi del lavoro, della carità e dell'economia della fraternità". Tra i passaggi più significativi del suo ministero sono stati ricordati il Sinodo diocesano del 2012, le visite papali ad Assisi, la valorizzazione del Santuario della Spogliazione, il legame con la figura di San Carlo Acutis e il consolidamento del ruolo di Assisi come punto di riferimento internazionale per il dialogo e la pace. "Il suo servizio - ha concluso Proietti - rafforza il profilo dell'Umbria come terra che, attraverso l'eredità di San Francesco, continua a offrire un messaggio di fraternità e responsabilità. E personalmente durante gli anni in cui sono stato sindaco di Assisi è stato una guida magistrale e sensibile, un sostegno nei periodi bui come la pandemia del Covid e un punto di riferimento prezioso per le nostre comunità puntando sempre a salvaguardare il sentimento di unità. La Regione Umbria esprime riconoscenza per questo lungo cammino condiviso e per un impegno che continuerà a parlare ai nostri territori anche oltre la conclusione del suo incarico".