Una vera e propria raffineria di cocaina, consistente in un laboratorio artigianale e clandestino per la trasformazione della pasta di coca grezza in cocaina cloridrato, è stata scoperta in una villa di Foligno dai carabinieri, che hanno arrestato tre persone. Il rinvenimento di una raffineria di questo genere per l'estrazione e la lavorazione della pasta di cocaina rappresenta un unicum per l'Umbria ed un evento raro anche in campo nazionale, sottolinea l'Arma. I fatti - resi noti oggi - sono avvenuti il 22 aprile scorso. Il Ros, con la collaborazione del comando provinciale carabinieri di Perugia e della compagnia di Foligno, a seguito di perquisizione personale e locale eseguita d'iniziativa all'interno della villa, ha arrestato per i reati di produzione, raffinazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, un uomo e una donna romeni di 27 e 47 anni, e un colombiano 44enne. L'operazione ha consentito di scoprire il laboratorio all'interno di una stanza dell'abitazione dove sono sati trovati circa 7,4 chilogrammi di cocaina (fra quella già lavorata e quella ancora in pasta grezza), varie tipologie di solventi chimici e attrezzature utilizzate per la raffinazione della droga, una pressa idraulica per la realizzazione dei panetti da 1 chilo con impresso il logo B, e alcuni grossi recipienti in plastica contenenti una miscela di solvente e cocaina ancora in soluzione. Oltre allo stupefacente e al materiale utilizzato per la sua lavorazione, sono stati sequestrati i cellulari degli arrestati e varia altra documentazione ritenuta utile alle indagini, fra cui due manoscritti, in spagnolo e in italiano, contenenti le procedure dettagliate per l'estrazione e la lavorazione della cocaina in pasta. Nel momento dell'ingresso in casa dei militari, la donna - secondo quanto riferito dagli stessi carabinieri - ha opposto resistenza, puntando contro di loro una pistola, poi rivelatasi a salve e senza tappo rosso. La stessa è stata immobilizzata senza conseguenze per nessuno dei presenti. Gli arrestati sono stati accompagnati nelle carceri di Spoleto e Perugia Capanne. Coordina le indagini la Procura della Repubblica di Spoleto.