Tre intensi fine settimana con protagonista il tartufo bianco. A Città di Castello torna per la 46/a edizione il Salone nazionale del tartufo bianco pregiato (dal 31 ottobre al primo novembre e poi il 7 e 8 ed il 14 e 15 novembre). È una delle novità che accompagneranno la manifestazione. Si allunga infatti il periodo ma c'è pure un layout fieristico totalmente nuovo con il debutto del palazzo del "bianco". Ma anche il villaggio dei sapori, le eccellenze del territorio, la cucina tipica e gli showcooking, experience ed eventi per grandi e piccoli. Il programma è stato svelato a Perugia, all'Hotel Rosetta, alla presenza tra gli altri dell'assessora alle Politiche agricole e al turismo della Regione Umbria, Simona Meloni e della presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, Sarah Bistocchi. Con loro il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, l'assessora al Commercio e turismo, Letizia Guerri, e il presidente dell'ente fiera nazionale bianco pregiato, Lazzaro Bogliari. E' stato tra l'altro annunciato che all'inaugurazione di sabato 31 ottobre, ci sarà anche il sindaco di Alba, Alberto Gatto, per consolidare il rapporto di amicizia e sinergia fra Altotevere e Umbria con il Piemonte, i territori della "trifola". Il Salone nazionale del bianco pregiato per l'assessora Meloni "non è soltanto un appuntamento gastronomico ma motore di promozione del territorio, un luogo di incontro tra tradizione, ricerca e imprese locali che valorizzano le nostre eccellenze". "Il tartufo - ha sottolineato - rappresenta un prodotto iconico dell'Umbria, il secondo per il quale la nostra regione è riconoscibile, con una esperienza che non si esaurisce nel piatto". Anche per la presidente Bistocchi, "il tartufo bianco pregiato rappresenta un patrimonio gastronomico unico, profondamente radicato nella storia e nella cultura di tutta la regione". "La manifestazione - ha aggiunto - sarà dunque un'occasione straordinaria per promuovere e preservare questa tradizione centenaria del nostro territorio e siamo certi si confermerà anche quest'anno quale opportunità unica e insostituibile, per scoprire l'Umbria e immergersi nelle sue tradizioni gastronomiche, altro patrimonio diffuso che affianca quello storico-artistico-paesaggistico".