«Le polemiche di Forza Italia Giovani, del consigliere Andrea Romizi e del consigliere di Fratelli d’Italia Nicola Volpi contro “Umbria Vai”, l’abbonamento da 70 euro per un anno di trasporto pubblico per studentesse e studenti, seguono la solita retorica della destra: mettere i cittadini gli uni contro gli altri invece di guardare ai risultati della misura» sostiene Marco Del Gatto, Coordinatore UGS Umbria (Unione Giovani Di Sinistra). «L’85% delle famiglie umbre rientra nella soglia ISEE di 30.000 euro. Significa che “Umbria Vai” a 70 euro è pensato per sostenere la grande maggioranza delle famiglie, garantendo alle studentesse e agli studenti un anno di trasporto pubblico a un costo fortemente agevolato. Prima di parlare di disuguaglianze, sarebbe utile guardare ai numeri».
«La Regione ha destinato 10,4 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per portare a 70 euro l'abbonamento al trasporto pubblico per studenti delle secondarie, dei percorsi IeFP, degli ITS e dei CPIA con ISEE fino a 30.000 euro, dentro un investimento complessivo di 22 milioni per la scuola umbra, mentre per gli universitari l'abbonamento a 70 euro non ha limiti ISEE» spiega Gioele Pericolini, Coordinatore UGS Perugia. «La Giunta Proietti ha scelto di abbattere una delle spese più pesanti per le famiglie, partendo da chi ha più difficoltà. Questa non è disuguaglianza sociale, è esattamente il contrario»
«L'articolo 3 della Costituzione chiede di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che impediscono l'uguaglianza effettiva» ricorda Diego Castrucci, UGS Perugia e ex rappresentante del Liceo Galilei. «L'ISEE tiene conto di redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare, ed è lo strumento con cui le istituzioni individuano chi ha più bisogno. La soglia dei 30.000 euro concentra risorse finite su una platea molto ampia. Se domani ci saranno altre risorse per ampliarla, saremo i primi a chiederlo: ma dire che una misura è sbagliata perché non può essere finanziata per tutti significa solo chiedere più soldi senza dire da dove prenderli. È propaganda».
«È singolare che il centrodestra chieda oggi un ampliamento della platea» osserva Del Gatto. «Quando le borse di studio della Giunta Tesei si limitavano a 25.000 euro e chiedevano alle famiglie di anticipare i costi».
«Il punto della questione è che il governo nazionale non aiuta il ceto medio, che ha bisogno di politiche pubbliche più forti, che non si costruiscono togliendo risorse a chi oggi ne ha più bisogno» afferma Pericolini. «Con risorse limitate è ragionevole che il sostegno maggiore vada a chi rischia che il costo del trasporto diventi un ostacolo alla frequenza scolastica».
«Inoltre "Umbria Vai" si inserisce in un investimento più ampio: per il 2025/26 e per il triennio 26-28 la Regione ha stanziato una grande fetta del bilancio regionale per aumentare i servizi a disposizione delle studentesse e degli studenti umbri, dai trasporti, alle borse di studio, all’edilizia scolastica, cui si affiancano altre iniziative dell'Assessorato Barcaioli come le Tampon Box» aggiunge Del Gatto.
«Il primo garante del diritto allo studio dovrebbe essere lo Stato, non le singole Regioni chiamate a compensare le carenze nazionali» sostiene Castrucci. «Mentre l'Umbria investe 10,4 milioni di fondi europei per abbattere il costo del trasporto scolastico, il Governo Meloni ha introdotto tagli strutturali: la legge di bilancio 2023 ha ridotto il Fondo nazionale per il sistema integrato 0-6 di 5 milioni nel 2023, 13,4 nel 2024 e 20,2 nel 2025, con un taglio permanente di 18,2 milioni l'anno dal 2026; la legge di bilancio 2025 ha cancellato 5.660 posti docenti e 2.174 posti ATA, per un totale di 7.834 posti nella scuola, scelte approvate dalla maggioranza di cui fa parte anche Forza Italia».
Perugia
28/08/2026 19:04
Redazione