Psicologia, filosofia, teatro, cultura e attenzione alla qualità delle relazioni si incontrano nel segno di san Francesco. Si intitola “Connessioni – Psicologiche e umane” il progetto con cui l’associazione Humanae Menti Aps inaugura la propria attività pubblica a Gubbio, proponendo dal 30 settembre all’8 ottobre 2026 quattro appuntamenti inseriti nel programma delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Poverello. L’iniziativa rientra nel più ampio calendario “Con Francesco, Oltre Francesco”, coordinato dal Comitato “Francesco a Gubbio”, nato nel 2025 dalla collaborazione tra Comune di Gubbio, Chiesa eugubina e Famiglie francescane per accompagnare la città nel percorso verso e attraverso l’ottavo centenario francescano. Un programma che, nel caso di Connessioni, prova a rileggere alcuni dei grandi temi dell’esperienza francescana – l’incontro con l’altro, la differenza, il conflitto, la fraternità e la riconciliazione – attraverso gli strumenti della psicologia, della filosofia, del teatro e dell’educazione.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 30 settembre alle ore 21, nel complesso di San Francesco a Gubbio, dove Mario Pirovano, storico collaboratore e allievo di Dario Fo, porterà in scena Lu Santo Jullare Francesco, lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame dedicato alla figura del Santo di Assisi. Un racconto teatrale intenso nel quale la vita di Francesco viene restituita attraverso la forza della parola, del corpo e del grammelot, il linguaggio fatto di ritmo, gesti, suoni ed evocazioni che ha caratterizzato una parte fondamentale del teatro di Fo. Il Francesco che emerge sulla scena non è soltanto la figura consegnata alla storia e alla devozione, ma un uomo capace di parlare ancora al presente, con tutta la forza provocatoria del suo rapporto con la povertà, con il potere, con gli ultimi e con gli altri.
Il percorso prosegue venerdì 2 ottobre alle ore 18, sempre nel complesso di San Francesco, con “A tu per te: dialoghi su san Francesco”, un confronto a due voci fra Maria Donzelli, già professoressa ordinaria dell’Università Orientale di Napoli, e Luigi Pizzamiglio, già professore ordinario dell’Università La Sapienza di Roma, neuropsicologo e studioso dei processi cognitivi. Un incontro nel quale psicologia, filosofia e cultura si confronteranno con la figura di Francesco e con la sua capacità di interrogare ancora oggi il rapporto con l’altro e con ciò che percepiamo come diverso da noi. Al centro saranno temi quali la relazione, l’alterità, la compassione e la possibilità di creare nuovi legami: questioni che appartengono all’esperienza individuale ma che assumono una rilevanza particolare anche nel tempo presente, segnato da conflitti, polarizzazioni e difficoltà nel riconoscimento reciproco.
Sabato 3 ottobre Connessioni cambia linguaggio e pubblico per rivolgersi ai bambini e alle loro famiglie con “Io, te… e il lupo”, una giornata di letture e laboratori ospitata dalla Biblioteca Sperelliana di Gubbio. Un percorso di “connessioni per i piccoli e i loro grandi”. Due i momenti previsti. Alle ore 10 protagonisti saranno i piccolissimi da zero a tre anni e i loro genitori, con un’attività realizzata in collaborazione con le volontarie del progetto Nati per leggere - Umbria: attraverso storie e letture si esplorerà il valore relazionale della narrazione e del tempo condiviso tra adulti e bambini. Alle ore 16 toccherà invece ai bambini dai 6 agli 11 anni, chiamati a compiere un piccolo viaggio attraverso il racconto di san Francesco e il lupo. Entrare nella storia significherà anche provare ad “abitare i panni dell’altro”, soprattutto quando l’altro sembra diverso, sconosciuto o persino capace di suscitare paura.
La conclusione del programma è affidata, giovedì 8 ottobre alle ore 21, a Massimo Recalcati, psicoanalista e saggista, protagonista nel complesso di San Francesco di una lectio dedicata a “San Francesco e il lupo: fare amicizia col nostro peggio”. Il celebre episodio francescano diventa il punto di partenza per una riflessione sulla riconciliazione: la possibilità di ricomporre ciò che si è spezzato, ristabilire legami e fare i conti anche con quelle dimensioni di noi stessi che più facilmente vengono respinte, negate o combattute. Il lupo non è così soltanto ciò che sta fuori di noi. Può diventare la rappresentazione del conflitto interiore, della fragilità e di quella parte difficile dell’esperienza umana con cui è necessario imparare a entrare in relazione. Un tema nel quale la tradizione francescana incontra direttamente la ricerca psicologica contemporanea.
Gubbio/Gualdo Tadino
28/09/2026 09:23
Redazione