Quattro anni dopo, Cantiano torna a fare memoria dell’alluvione del 15 settembre 2022, ma prova soprattutto a guardare avanti. L’anniversario della calamità che colpì duramente il paese è stato accompagnato quest’anno da un momento pubblico dedicato non soltanto alla ricostruzione materiale, ma anche a quella delle relazioni e della vita comunitaria. Sul sagrato della Collegiata di San Giovanni Battista, lunedì 14 settembre, la Diocesi di Gubbio ha promosso l’incontro conclusivo di “Memoria Futura – Cantiano, radici e semi di comunità”, progetto sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo e realizzato insieme alla Cooperativa sociale Il Sicomoro, all’Associazione culturale La Medusa e al Comune di Cantiano. La serata ha messo idealmente a confronto due cantieri: quello delle pietre e quello delle persone. Dopo i saluti del vicario generale della Diocesi di Gubbio don Mirko Orsini, di Paolo Binaco della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio Pesaro e Urbino e del sindaco cantianese Alessandro Piccini, Elisa Polidori, dell’Ufficio diocesano Beni culturali, ha tracciato il quadro degli interventi sul patrimonio ecclesiale danneggiato dall’alluvione. La ricorrenza del 15 settembre è diventata così non soltanto occasione per ricordare quanto accaduto nel 2022, ma anche per verificare il cammino compiuto e interrogarsi sulle prospettive future di Cantiano. Al centro dell’attenzione il recupero della Collegiata di San Giovanni Battista, illustrato dall’architetto Alessandro Bonci, direttore dei lavori, insieme agli architetti Elisa Pascolini e Daniele Fabbretti. Si tratta di un intervento complesso, chiamato a coniugare tutela dell’edificio storico, restauro e prevenzione del rischio idraulico. Il cantiere ha inoltre riportato alla luce nuove tracce della storia della chiesa, aggiungendo ulteriori elementi di conoscenza a uno dei luoghi simbolici della comunità cantianese. Accanto alla ricostruzione degli edifici è emersa con forza quella delle relazioni. È stato questo il cuore del bilancio di un anno di Memoria Futura, affidato a Giorgia Gaggiotti, educatrice e referente del progetto per la Diocesi eugubina, e alla psicologa Valentina Bellomaria della Cooperativa Il Sicomoro. Il percorso ha lavorato sulla memoria non come esercizio nostalgico, ma come strumento per leggere il presente e immaginare il futuro. Particolarmente significativo è stato il lavoro tra generazioni. I bambini della scuola primaria hanno incontrato gli anziani della Rsa Savini, raccogliendo racconti e lavorando anche sulle pergamene danneggiate dall’alluvione. Da questa esperienza è nata la mostra “Storie dal passato per il mondo di domani”. Gli studenti della scuola secondaria “Luigi Bartolucci” hanno invece dialogato con gli anziani di Casa Amarena, raccogliendo memorie sulla scuola, il lavoro, i giochi e la vita quotidiana di un tempo. A chiudere l’incontro del 14 settembre è stato il saluto di don Olivier Tanfumu Kiboma, nuovo parroco di Cantiano e Chiaserna, insediatosi proprio alla vigilia dell’anniversario dell’alluvione. La sua presenza ha aggiunto alla serata anche il segno di un nuovo inizio per la comunità parrocchiale, dentro un momento dedicato proprio alla memoria e alla costruzione del futuro. Quattro anni dopo l’alluvione, dunque, Cantiano continua a ricostruire. Non soltanto edifici, chiese e spazi pubblici, ma anche luoghi di incontro, fiducia, corresponsabilità e partecipazione.
Gubbio/Gualdo Tadino
17/09/2026 15:56
Redazione