Il 26 settembre di 10 anni fa, un venerdi', alle 2.33 della notte, si verificava la prima scossa del terremoto che devasto' l'Umbria e le Marche: il mattino seguente la scossa piu' violenta, alle 11.42, pari al IX grado della scala Mercalli (5,8gradi Richter), seguita da un'altra quasi simultanea; nel complesso oltre nove mesi di scosse (di cui 25 particolarmente forti) con epicentro ogni volta diverso, un vero e proprio sciame sismico. Il terremoto, che ha insistito sulla dorsale appenninica dell'Umbria e delle Marche, ma che e' stato avvertito anche a notevoli distanze, e' stato preceduto da una serie di scosse telluriche fin dal mese di agosto, nei dintorni di Nocera Umbra e Colfioritoi. I centri abitati maggiormente colpiti sono statiAssisi, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Preci e Sellano in Umbria, Serravalle di Chienti nella Marche. Drammatiche le conseguenze: otto le vittime in seguito ai crolli, come Francesco e Maria Ricci, due anziani coniugi travolti dalle macerie della propria casa a Collecurti (Macerata), o Agnese Ciccacci e Nello Re, morti rispettivamente per il crollo del cornicione di una chiesa a Pieve Torina (Macerata) e in ospedale in seguito al crollo della propria abitazione. A questi si devono aggiungerei morti per infarto, per un totale di 11 vittime. Impressionanti le stime dei danni: in Umbria il terremoto ha danneggiato quasi 70.000 edifici privati e 2.500 edifici pubblici, provocando lo sfollamento dalle proprie case di circa 9285 nuclei familiari pari a 22604 persone, di cui una parte sistemati dentro container (3558 nuclei), mentre gli altri hanno trovato un'autonoma sistemazione alloggiativa. Il Comune piu' colpito e' stato Foligno, con 3443 nuclei familiari costretti a lasciare le proprie case, seguito da Nocera Umbra con 1863. Nelle Marche, invece, sono state evacuate 3687 abitazioni principali: 1015 nuclei familiari vengono sistemati nei container mentre 2111 trovano una sistemazione autonoma. Nel territorio umbro sono stati colpiti in totale 246 Comuni, mentre sono rimasti danneggiati 22000 edifici privati, 1336 edifici pubblici e 341 infrastrutture. Enormi i danni provocati dal sisma al ricchissimo patrimonio monumentale e culturale delle due Regioni, a cominciare dal crollo delle volte della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi la mattina del 26 settembre, in cui si sono sbriciolati gli affreschi di Giotto giovane e Cimabue. Il crollo, ripreso casualmente da un tecnico televisivo, ha provocato la morte di due frati (padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw) e di due tecnici assisiati della Soprintendenza ai Beni Culturali, Bruno Brunacci e Claudio Bugiantella. La chiesa e' stata riaperta al culto gia' nel 1999 mentre prosegue l'immenso lavoro di restauro delle opere danneggiate.
23/09/2007 11:29
Redazione