Il Consiglio di Stato, chiamato a dare un parere sul ricorso al Presidente della Repubblica fatto dalla Regione Umbria contro il dimensionamento scolastico di Città di Castello e Gubbio, ha ritenuto inammissibile il ricorso, ha detto in sostanza che la via da scegliere, trattandosi di intervento finanziato con fondi PNRR, era un'altra.
Va infatti ricordato che il taglio di dirigenze effettuato dal Commissario ad acta sulle scuole dei due comuni di Città di Castello e Gubbio rientra in un piano di interventi finanziati dal Piano di ripresa e resilienza che, dovendosi chiudere entro il 2026, vedevano una procedura "accelerata" in sede di ricorsi ai tribunali amministrativi istituita dall'art 12 bis del decreto legislativo 68 del 2022 convertito poi in legge. Era questo il percorso da fare secondo il Consiglio di Stato e non quello del ricorso al Presidente della Repubblica. Da qui l'inammissibilità per motivi procedurali, non nel merito.
Risponde a breve giro l'assessore regionale Fabio Barcaioli ( nella foto ). "Il procedimento non è chiuso – afferma - presenteremo memoria di controdeduzioni. Resta sorprendente, e inappropriato, che stia circolando un parere del Consiglio di Stato che non affronta la sostanza della questione, ma si limita a valutare aspetti formali o procedurali. Detto ciò, un parere diverso avrebbe offerto una speranza nella battaglia contro i continui tagli al sistema scolastico imposti dal Governo Meloni”.
L'assesosre risponde anche alle prime dichiarazioni rese da Città di Castello da Fratelli d'Italia che in una nota sul parere del Consiglio di Stato aveva parlato di una sentenza che: "certifica le responsabilità politiche dell'Assessore Barcaioli e l'irrilevanza politica di tutta la sinistra locale. La Regione – scrive la seziione tifernate di Fratelli d'Italia - doveva effettuare il dimensionamento e la precisa volontà di non decidere ha causato in ultima l'individuazione di Città di Castello. "
Per l'assessore regionale Barcaioli: "Chi oggi esulta per un pronunciamento che sembra negativo, ma è ancora tutto da vedere, esulta contro l’Umbria. Noi continueremo a intervenire, proporre soluzioni e sostenere la scuola pubblica”.
La battaglia al momento si sposta sui binari del Tar: sia l'amministrazione Secondi a Città di Castello, insieme ai genitori, che quella Fiorucci a Gubbio avevavo dichiarato l'intenzione di presentare ricorso al tribunale amministratrivo per scongiurare un dimensionamento che, diversamente, dal prossimo anno scolastico sarà inevitabile.
Perugia
05/03/2026 15:51
Redazione