"È stata notificata alle nostre strutture territoriali l'apertura di una procedura di licenziamento collettivo da parte del Gruppo IGreco per sette impiegati di fattorie Novelli che operano a Spoleto. Il merito della procedura sarà oggetto di esame congiunto tra le organizzazioni sindacali e l'azienda, così come previsto dalla legge, ma sin da ora possiamo affermare che il Gruppo IGreco continua ad agire con arroganza e incoerenza rispetto a quanto previsto dagli accordi sottoscritti in sede ministeriale dopo trattative durate mesi": lo scrivono, in un comunicato congiunto, le segreterie nazionali e della regione Umbria di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Secondo i sindacati, si tratta di una "ennesima inaccettabile provocazione dei Greco a poche ore dall' incontro che si terrà il prossimo lunedì presso il ministero dello Sviluppo economico". "L'azienda controllata dalla famiglia Greco, così come scritto nella procedura di licenziamento collettivo - spiegano i sindacati - fa riferimento all'accordo di riorganizzazione sottoscritto ad aprile, i cui impegni sono disattesi in larga parte dall'azienda stessa. Ad oggi non v'è traccia dei 30 milioni di investimenti annunciati e l'azienda continua a pretendere il rispetto degli accordi solo ed esclusivamente in una funzione di riduzione del personale e a danno dei lavoratori". "La posizione che porteremo al tavolo del Mise - prosegue il comunicato - è chiara, delle due l' una: se l' azienda vuole procedere alla riorganizzazione deve mettere sul tavolo gli investimenti previsti dall' accordo, qualora continui con la logica dei licenziamenti e delle chiusure dei siti produttivi, vuol dire che l' accordo sottoscritto lo scorso 13 aprile non è più credibile, dunque superato". "Lunedì - affermano ancora Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - porteremo al tavolo del Ministero la grave sofferenza di un Gruppo che aveva intravisto nei Greco una speranza futura e che dopo pochi mesi è già vicina al baratro del fallimento. Chiuso lo stabilimento di Cisterna di Latina, l'azienda non ha rispettato l' impegno di investire sul sito di Muggiò (Nuova Panem), oltre a perdere volumi e fatturato. Nel frattempo insistono contenziosi giudiziari che rischiano di compromettere il futuro aziendale".