E' prevista per il prossimo 27 ottobre la sentenza della Corte d'Assise di Roma, presieduta da Antonella Capri, nel processo per l'omicidio di Ilaria Sula, la studentessa 22enne ternana uccisa a coltellate nel marzo del 2025 a Roma dal fidanzato Mark Antony Samson, reo confesso e per il quale l'accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascina e dal sostituto Maria Perna, aveva chiesto l'ergastolo. Stamani nell'aula bunker di Rebibbia hanno parlato le difese del 24enne - assente all'udienza - rappresentate dagli avvocati Paolo Foti e Alessandro Pillitu, che hanno sottolineato come, a loro giudizio, non sussistano le aggravanti contestate dalla Procura di Roma. In particolare quella della premeditazione: "Samson è indubbiamente colpevole e deve pagare - ha detto l'avvocato Foti - ma il suo è stato un delitto d'impeto, legato a una rabbia collerica scoppiata nella sua mente già intossicata. Le esigenze di verità e giustizia - ha detto il legale rivolgendosi alla corte - siano legate a quella del recupero sociale che non può essere negato a nessuno". I difensori di Mark Samson hanno anche chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche connesse "all'età, all'incensuratezza, ma anche perché ha cercato di fornire elementi utili a ricostruire questa tragica vicenda". Al termine l'udienza è stata aggiornata ad ottobre per le repliche e la camera di consiglio. Per la famiglia di Ilaria Sula, assistita dall'avvocato Giuseppe Sforza, all'esterno dell'aula bunker ha parlato la mamma della ragazza, Gezime: "Chiediamo solo la verità, vogliamo sapere perché ha fatto tutto ciò. Soffriamo ogni istante". Sempre fuori dal tribunale il papà di Ilaria Sula, Flamur, ha avuto uno scambio con l'avvocato Foti, uno dei due difensori di Samson. Quest'ultimo ha sottolineato, fra le altre cose, "l'impeccabile, ammirevole condotta processuale della famiglia di Ilaria".