La notte del 30 giugno ha rinnovato in terra alsaziana il rito della Crémation des Trois Sapins, il momento centrale delle celebrazioni in onore di saint-Thiébaut, identificato storicamente come il patrono sant’Ubaldo. La ricorrenza unisce l’Umbria e l’Alsazia nel nome di una devozione comune. Per l’occasione, la cittadina di Thann, che i residenti definiscono la «figlia primogenita di Gubbio», ha accolto la delegazione italiana per rinnovare un legame che supera i confini geografici. Quest’anno la cerimonia ha visto tra i tre “accensori” ufficiali mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio e sessantesimo successore di sant’Ubaldo. Durante il ricevimento pomeridiano organizzato dal Comune di Thann, il vescovo ha letto un discorso di ringraziamento alla presenza del sindaco alsaziano, Charles Schnebelen, delle autorità locali e delle altre città gemellate, dei membri dell’associazione Thann Villes Jumelles et Amitiés. Accanto al pastore della Chiesa eugubina, le istituzioni civili di Gubbio sono state rappresentate dal sindaco Vittorio Fiorucci. Per il primo cittadino si tratta della terza volta in veste ufficiale sul suolo alsaziano, a conferma di una consuetudine istituzionale che vede le amministrazioni delle due città ricambiare le visite d’onore tra la Festa dei Ceri di maggio in Umbria e la Crémation di giugno in Francia. La presenza di Fiorucci ha testimoniato la continuità amministrativa e l’impegno della comunità eugubina nel mantenere vivo questo asse transalpino. La giornata del 30 giugno ha caratterizzato Thann per una serie di appuntamenti capaci di unire devozione e socialità. La mattinata si è aperta con la tradizionale Pasta Party, festa di convivialità e amicizia nel segno della pasta italiana, mentre già fin dalla prima mattinata la cittadina era addobbata a festa con fiori e insegne colorate. La parte liturgica è iniziata alle ore 21.30, quando la Collegiata ha ospitato la celebrazione dei solenni Vespri, officiati dal Vescovo di Gubbio e dal parroco di Thann, don Philippe Amecy. Le delegazioni e i fedeli presenti hanno cantato l’inno O Lume della Fede. La processione notturna si è snodata per le vie della cittadina illuminata dalle fiaccole, conducendo la folla in Place Joffre. Alle ore 23 il rito ha raggiunto il culmine con l’accensione dei “tre pini”. Nonostante la decisione della municipalità di annullare lo spettacolo pirotecnico dalle rovine dell’Engelbourg a causa dell’ondata di calore dei giorni scorsi e del rischio incendi, l’accensione degli abeti ha offerto una colonna di fuoco verticale, confermando l’identità e la particolarità della festa.