Si è conclusa a Gubbio la diciottesima edizione de “Il Sentiero di Francesco”, il pellegrinaggio che nei giorni del primo, 2 e 3 settembre ha condotto centinaia di viandanti da Assisi fino alla città eugubina, attraverso Valfabbrica e San Pietro in Vigneto, nell’anno dell’ottavo centenario del transito di san Francesco. L’ultima tappa ha avuto il suo approdo simbolico nella chiesetta di Santa Maria della Vittorina, considerata la “Porziuncola eugubina” e legata dalla tradizione all’incontro tra Francesco e il lupo. Qui i pellegrini sono stati accolti dal vescovo delle diocesi di Gubbio e di Città di Castello Luciano Paolucci Bedini e dall’assessore alla Cultura del Comune di Gubbio Paola Salciarini, da anni anche pellegrina e viandante lungo il Sentiero. Ad accompagnare il momento di arrivo il canto e la preghiera delle Sorelle del Piccolo Testamento di san Francesco, prima del riposo e del ristoro dei partecipanti dopo gli ultimi chilometri di cammino. Alle 17.30, nella chiesa di San Francesco, il vescovo Paolucci Bedini ha presieduto la celebrazione eucaristica conclusiva, affidando alla preghiera l’esperienza vissuta nei tre giorni tra cammino, fraternità, cura del Creato e riconciliazione. La giornata è poi proseguita nel Chiostro della Pace del Convento di San Francesco con l’incontro “Le parole che disarmano. Contro i muri, per costruire riconciliazione”, promosso dalla Diocesi di Gubbio insieme all’associazione Articolo 21 e al Comitato “Francesco a Gubbio”. Il dialogo ha preso le mosse dal Manifesto di Assisi contro i muri mediatici e dalla successiva Carta di Assisi – “Le parole non sono pietre”, per interrogarsi sulla responsabilità di giornalisti e comunicatori in un tempo segnato da guerre, polarizzazioni, disinformazione e linguaggi che rischiano di trasformare l’altro in un nemico. Sul palco si sono confrontati Giuseppe Giulietti, coordinatore nazionale di Articolo 21, Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, e Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire e presidente dell’Associazione Carta di Roma. Alla riflessione si sono aggiunti, attraverso contributi video, padre Enzo Fortunato, francescano conventuale, giornalista e comunicatore, e Iside Castagnola, garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di Roma Capitale. A concludere il dialogo è stato il vescovo Luciano Paolucci Bedini, che ha riportato il tema della serata all’attualità del celebre incontro tra Francesco e il lupo: non la negazione del conflitto, ma il coraggio di andare incontro all’altro e costruire un patto nuovo. È stato quindi consegnato a Nello Scavo il Premio “Lupo di Gubbio” per la riconciliazione 2026, riconoscimento nato dall’intuizione del vescovo emerito Mario Ceccobelli e oggi divenuto uno degli appuntamenti conclusivi del Sentiero di Francesco.
Gubbio/Gualdo Tadino
04/09/2026 13:06
Redazione