Oltre mille attivazioni in due anni di operatività per Nibbio, il servizio di elisoccorso entrato a far parte della rete dell'emergenza urgenza del 118 dell'Umbria il primo marzo 2024. "Un traguardo che certifica il ruolo indispensabile di questo servizio per la regione" si sottolinea in una nota dell'Azienda ospedaliera di Perugia. Delle oltre 1.000 attivazioni registrate, l'87% riguarda codici rossi, l'11% i gialli e la restante quota codici minori in ambiente impervio e trasporti sanitari programmati. Dal punto di vista clinico, oltre il 50% degli interventi ha riguardato traumi (incidenti stradali, domestici, sul lavoro e simili) mentre il 15% ha interessato patologie cardiovascolari gravi, tra cui infarti, arresti cardiaci, ictus e dissezioni dell'aorta. Nibbio è un elicottero Airbus H 145, considerato tra i più avanzati presenti in Italia. La sua caratteristica distintiva è la capacità di atterrare di notte in qualsiasi area. I numerosi soccorsi in condizioni impervie attraverso operazioni speciali al verricello, sono avvenute grazie al supporto dei tecnici del Soccorso alpino e speleologico dell'Umbria, che mette a bordo un proprio tecnico a supporto del team sanitario. A luglio 2025 sono stati attivati i voli notturni, che hanno già raggiunto circa un centinaio di missioni. Un risultato reso possibile anche dal lavoro sinergico con Ferdersanità Anci (rpt Federsanità) e i Comuni umbri per costruire una rete capillare di elisuperfici su tutto il territorio regionale, che consente di ridurre significativamente i tempi di decollo e di atterraggio. Tra i prossimi obiettivi trasportare scorte di sangue a bordo, per operare trasfusioni direttamente durante la missione, e l'attivazione di operazioni speciali notturne, come il recupero al verricello e l'hovering in condizioni di oscurità. Sviluppi che posizionerebbero il servizio di elisoccorso umbro tra i pochissimi servizi in Italia abilitati a queste operazioni avanzate e tra i primi nel centro Italia. "I numeri dimostrano che il servizio di elisoccorso, incardinato nella centrale regionale del 118, è indispensabile in una regione come l'Umbria con zone orograficamente molto movimentate. Gli sviluppi futuri ci porteranno ad essere tra i pochi in Italia formati e preparati per gli interventi speciali." sottolinea Antonio D'Urso, direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Perugia.