Ricorda il Covid e le vittime che ha provocato come "una ferita dell'anima che il tempo attenua, ma che resta" la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Lo fa sui social nella Giornata nazionale in memoria di chi perse la vita durante la pandemia. "Sei anni. Sei anni da quei giorni in cui il silenzio aveva riempito le nostre città, le ambulanze erano l'unico suono nelle strade vuote e ci salutavamo dai balconi perché era l'unico modo per sentirci vicini" ha sottolineato Proietti. "Il pensiero va - ha aggiunto - a chi quella pandemia ha portato via. Alle famiglie che hanno dovuto dire addio a distanza, senza un abbraccio, senza poter stringere una mano. Una ferita dell'anima che il tempo attenua ma che resta, anche per noi che in quei giorni eravamo amministratori di città, responsabili di comunità. Il mio pensiero va a tutte le persone che abbiamo perso in quei mesi terribili e alle loro famiglie, che abbraccio con tutto l'affetto e con tutto il cuore della comunità dell'Umbria". "Il pensiero va ai medici - ha sottolineato la presidente umbra -, agli infermieri, al personale sanitario, ai volontari che in quei giorni hanno messo il proprio corpo tra il virus e le persone. Alcuni di loro hanno dato la vita. Il loro coraggio è una lezione che ci accompagna ogni giorno". "Il Covid ha messo alla prova la tenuta delle nostre comunità - ha ricordato Proietti -, ha colpito i più fragili, i nostri anziani, ha segnato profondamente i bambini e i giovani. Ma ci ha anche mostrato di cosa siamo capaci quando scegliamo di stare insieme, con la solidarietà di intere comunità che si sono unite nella sofferenza e nella speranza. Quella memoria oggi ci chiede di agire. Come Regione stiamo investendo nella medicina territoriale, nella prevenzione, nel nuovo Piano sociosanitario regionale, perché il diritto alla salute sia davvero un pilastro della nostra società. Trasformare il ricordo in impegno quotidiano è la responsabilità che sentiamo forte". "Custodiamo questa memoria. Portiamola con noi ogni giorno, come spinta a costruire una sanità più vicina alle persone, un'Umbria più giusta, più sicura e più umana" ha concluso la presidente della Regione Umbria.