È inaccettabile che un cittadino debba attendere anche oltre un mese per ritirare referti di laboratorio quando alcuni esami sono disponibili già dopo poche ore o entro 24 ore: i referti bloccati rappresentano un ostacolo al diritto alla salute dei cittadini umbri”. A dirlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei, che interviene sulle procedure di rilascio degli esami di laboratorio nella USL Umbria 1, chiedendo tempi certi e maggiore trasparenza nell’accesso ai risultati.
“Il referto di laboratorio – spiega – è una componente essenziale del percorso diagnostico e terapeutico e consente al medico di valutare tempestivamente eventuali criticità e decidere cure o ulteriori approfondimenti. Secondo quanto segnalato da diversi cittadini, quando un prelievo comprende sia esami di routine con risposta rapida sia accertamenti più complessi che richiedono tempi più lunghi, i risultati verrebbero consegnati solo in un’unica soluzione, costringendo i pazienti ad attendere anche oltre trenta giorni per consultare referti che in realtà sarebbero già disponibili".
Secondo Giambartolomei la situazione avrebbe registrato una svolta dal 4 dicembre 2025, con l’attivazione del nuovo Sistema Informativo di Laboratorio (LIS) nel Perugino, che avrebbe evidenziato limiti organizzativi. “Quella che doveva essere una modernizzazione dei processi – osserva – si è trasformata per molti cittadini in un motivo di forte perplessità a causa dei tempi di attesa ingiustificati”.
"Analisi di routine pronte in poche ore restano bloccate per settimane - sottolinea il consigliere -. Una situazione di questo tipo rischia di ritardare informazioni sanitarie importanti. In presenza di valori alterati, conoscere tempestivamente l’esito degli esami può fare la differenza nel percorso di cura e nella prevenzione di possibili aggravamenti". Giambartolomei ricorda quindi che "il decreto del Ministero della Salute che ha avviato la fase operativa del Fascicolo sanitario elettronico individua nella tempestività e nell’immediatezza del dato clinico uno dei pilastri della sanità digitale" e che "mentre il Ministero della Salute investe miliardi per rendere la sanità digitale uno strumento di cura veloce e interoperabile, la Regione Umbria sembra andare in direzione ostinata e contraria, trasformando la tecnologia in un ostacolo burocratico".