Erano due gemelli di 22 anni i cacciatori morti folgorati dai cavi elettrici nella tarda serata di ieri nella zona di Magione. Secondo la ricostruzione dei carabinieri del comando provinciale di Perugia, i due giovani - studenti della zona - erano usciti da casa in auto, intorno alle 20.00 dicendo di volere andare a rimuovere alcuni volatili, forse piccioni, da un capanno nei pressi del quale si trova il traliccio. I due avevano un lungo tubo di carbonio e alluminio con il quale potrebbero avere urtato i cavi elettrici, morendo poi folgorati. I due giovani sono morti sul posto, nonostante i soccorsi del personale sanitario del 118. A trovarli, intorno a mezzanotte, sono stati il padre, un loro fratello e un altro familiare. La zona in cui è successo l'incidente è un'area boschiva difficile da raggiungere.
Il sindaco di Magione, Massimo Lagetti, ha raccontato all'ANSA che conosceva bene i due gemelli, Giacomo e Francesco, morti folgorati nella tarda serata di ieri in un'area boschiva della zona. Secondo il suo racconto, i due ragazzi stavano allenando dei piccioni da riporto. Probabilmente uno di questi volatili è finito sul palo della media tensione e loro avrebbero cercato di farlo scendere aiutandosi con un tubo metallico. A compiere questa operazione sarebbe stato uno dei due gemelli, rimasto folgorato per primo. L'altro potrebbe essere morto nel tentativo di soccorrerlo. A trovare i due gemelli sono stati il padre e uno zio. I due giovani non erano studenti - come era stato riferito in un primo momento - ma lavoravano nella ditta di termoidraulica di famiglia. "Siamo scioccati per quanto successo - ha detto il sindaco - è qualcosa di inimmaginabile. Erano due ragazzi spettacolari, lavoravano con grande impegno, sempre gentilissimi. E' una tragedia difficile da accettare".