Si è svolto questa mattina a Spoleto, all’hotel ristorante Zengoni, il Consiglio regionale della Uil Pensionati Umbria. L’incontro ha rappresentato un passaggio di sintesi dopo la stagione congressuale e un momento di confronto sulle priorità che impegneranno la categoria nei prossimi mesi. Al tavolo erano presenti Elisa Leonardi, Segretaria generale regionale della Uil Pensionati Umbria, Pasquale Lucia, segretario organizzativo nazionale Uilp, Roberto Ranucci, segretario organizzativo regionale Uilp Umbria, Mauro Candelori, segretario regionale Uilp Umbria, e Nadia Alga, tesoriera Uilp Umbria. Tra i temi centrali, il contributo che la Uil Pensionati intende offrire alla definizione del nuovo Piano sociosanitario regionale, con particolare attenzione alla condizione degli anziani e alla non autosufficienza. Per la categoria, la programmazione regionale dovrà misurarsi con una realtà demografica ormai strutturale: l’Umbria è una regione sempre più anziana, nella quale i servizi territoriali e le politiche di cura assumono un ruolo decisivo. A confermare il peso sociale ed economico della popolazione anziana sono anche i dati elaborati dall’ufficio studi della Uil. In Umbria quasi 30 euro ogni 100 disponibili per consumi e risparmio delle famiglie arrivano dalla previdenza pubblica. Nel 2024, per le pensioni di invalidità e vecchiaia, sono stati erogati 5,06 miliardi di euro su 13 mensilità. Considerando anche le prestazioni assistenziali, tra cui accompagnamento, invalidità civile e assegno sociale, il flusso complessivo verso le famiglie umbre supera i 5,56 miliardi di euro l’anno, pari a circa 463 milioni al mese. Il dato restituisce l’immagine di una regione nella quale le pensioni non sono soltanto una voce previdenziale, ma una componente essenziale della tenuta economica dei nuclei familiari. In Umbria il 35,1 per cento della popolazione vive di pensione, contro il 27,7 per cento della media nazionale. Anche l’incidenza sul reddito disponibile delle famiglie è superiore al dato italiano: 29 per cento contro 27,9. Per la Uil Pensionati, questi numeri confermano la necessità di difendere il valore reale degli assegni pensionistici e di riconoscere il ruolo che le persone anziane continuano a svolgere nelle famiglie e nelle comunità locali. Un ruolo particolarmente evidente nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove la pensione rappresenta spesso una delle principali fonti di sostegno economico. Il quadro sociale rende ancora più rilevante il tema del Piano sociosanitario regionale. L’Umbria conta oltre 230mila persone con più di 65 anni, pari al 27 per cento della popolazione, e presenta un indice di vecchiaia superiore alla media nazionale. A questo si aggiungono le criticità legate alla non autosufficienza, alle liste d’attesa per le residenze protette e ai costi che molte famiglie si trovano ad affrontare quando non sono disponibili posti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. La segretaria generale regionale Elisa Leonardi ha richiamato la necessità di superare una visione degli anziani come peso sociale. In una regione come l’Umbria, ha sottolineato, la bussola deve essere la difesa del valore reale delle pensioni, insieme alla costruzione di un sistema di welfare capace di accompagnare l’invecchiamento della popolazione senza scaricarne le conseguenze sulle famiglie. Il Consiglio regionale di Spoleto si è chiuso con l’impegno della Uil Pensionati Umbria a proseguire il lavoro sui territori e il confronto con le istituzioni. Al centro resta l’obiettivo di contribuire a politiche più vicine ai bisogni degli anziani, rafforzando servizi, tutele e risposte per una parte della popolazione che rappresenta una componente decisiva della tenuta sociale ed economica regionale.

Foligno/Spoleto
26/06/2026 17:16
Redazione