La struttura semplice di ortogeriatria dell'ospedale di Perugia, afferente alla Geriatria, diretta dalla professoressa Patrizia Mecocci e nata dalla stretta e fattiva collaborazione multidisciplinare tra geriatria e traumatologia e ortopedia, diretta dal prof. Auro Caraffa, ha ricevuto il prestigioso Certificato di eccellenza conferito dal Comitato Internazionale designato nell'ambito del Fragility Fracture network global, importante rete internazionale impegnata nella promozione delle migliori pratiche assistenziali per la cura delle persone affette da fratture da fragilità. Il riconoscimento colloca la struttura semplice di Ortogeriatria, di cui è responsabile la professoressa Carmelinda Ruggiero, tra le realtà maggiormente allineate alla best practice del settore, distinguendosi per la capacità di tradurre tempestivamente le evidenze scientifiche in buona pratica clinica, in primis per la gestione appropriata dei pazienti ricoverti per frattura di femore, oltre che per le iniziative di ricerca clinica di rilievo internazionale, sottolinea l'Azienda ospedaliera. Spiegando che l'ortogeriatria rappresenta un modello assistenziale fondato sulla collaborazione attiva e quotidiana tra geriatri, ortopedici, anestesisti, infermieri, fisioterapisti, fisiatri e tutti i professionisti dei servizi che agiscono sul percorso terapeutico delle persone fragili come previsto dagli indirizzi regionali. Il Comitato internazionale ha riconosciuto come elementi qualificanti la gestione interdisciplinare tempo-dipendente sin dall'arrivo dell'assitito in pronto soccorso, la forte integrazione funzionale tra professionisti afferenti a diverse discipline eppur all'unisono centrati sulla persona, oltre che la continuità tra servizi ospedalieri e territoriali. Particolare apprezzamento è stato espresso per il focus sugli esiti di salute della persona, intesi come recupero del ruolo e della partecipazione sociale entro 120 giorni dall'evento. "Condivido questo importante risultato con riconoscenza verso tutti coloro che, con professionalità e dedizione, hanno reso possibile il raggiungimento dell'obiettivo - dice Ruggiero -, certa del supporto della direzione nel favorire ulteriormente l'implementazione della metodologia dell'audit clinico come leva strategica per il miglioramento delle prassi clinico-assistenziali e dei relativi risultati". "Questo importante traguardo - sottolineano il dr. Fabio Gori, direttore della Anestesia e Rianimazione, ed il prof. Giuseppe Rinonapoli, past president del Fragility Fracture Network Italia - conferma il valore aggiunto dell'integrazione multidisciplinare tra i servizi dell'ospedale e dell'università". "Fin dall'avvio di questo percorso abbiamo creduto con convinzione nel valore di un programma multidisciplinare dedicato ai pazienti fragili con frattura da fragilità", afferma il prof. Auro Caraffa. "La scelta di costruire un modello integrato tra le diverse professionalità coinvolte si è dimostrata vincente e i risultati ottenuti oggi, certificati da dati oggettivi e da un riconoscimento internazionale, confermano la validità della visione che ha guidato questo progetto. È motivo di grande soddisfazione vedere come quell'intuizione si sia tradotta in un concreto miglioramento della qualità delle cure e degli esiti per i pazienti". "In un contesto sanitario sempre più orientato alla qualità, all'appropriatezza e alla continuità della presa in carico, questo riconoscimento internazionale rappresenta motivo di grande orgoglio per tutta l'Azienda ospedaliera", afferma il dott. Antonio D'Urso, direttore generale dell'Ospedale di Perugia. "Il lavoro svolto - aggiunge - testimonia il valore dell'approccio multidisciplinare, della collaborazione tra ospedale e territorio e dell'investimento costante in formazione, ricerca e innovazione organizzativa. Un risultato che conferma l'elevato livello professionale dei nostri operatori e la capacità dell'Ospedale di Perugia di essere punto di riferimento anche in ambito internazionale"
Perugia
18/06/2026 12:02
Redazione