La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha visitato
oggi la nuova sede della Centrale Operativa regionale del 118, situata in via Enrico Dal Pozzo a Perugia, e successivamente la Culla per la Vita, recentemente riattivata grazie alla collaborazione tra l'Azienda Ospedaliera di Perugia, il Comitato per la Vita "Daniele Chianelli" e la Regione Umbria. Il trasferimento della Centrale Operativa, avvenuto il 9
marzo scorso, si è reso necessario nell'ambito dei lavori di ampliamento e ristrutturazione del nuovo Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliera di Perugia. La precedente sede, collocata di fronte al Pronto Soccorso, è stata quindi spostata nei locali di proprietà dell'Azienda Ospedaliera in via Enrico Dal Pozzo a Perugia. L'intervento di adeguamento delle palazzine di via Enrico Dal Pozzo, i cui lavori proseguono anche sugli edifici confinanti con la Centrale, è stato finanziato interamente dalla Regione Umbria con risorse proprie destinate agli investimenti, come previsto dalla DGR n. 1226/2024. Il finanziamento complessivo ammonta a 1,7 milioni di euro, di cui 1,5 milioni destinati ai lavori edili e impiantistici e 200 mila euro all'acquisto di arredi e attrezzature sanitarie necessarie per rendere pienamente operativa la nuova struttura. "La nuova Centrale Operativa del 118 rappresenta un investimento strategico per il sistema sanitario regionale –
ha sottolineato la Presidente Stefania Proietti –. Garantire agli operatori spazi moderni, sicuri e dotati delle migliori tecnologie significa rafforzare la capacità di risposta alle emergenze e assicurare ai cittadini un servizio sempre più efficiente e tempestivo. Si tratta di un intervento finanziato interamente dalla Regione Umbria, che conferma l'attenzione verso un settore fondamentale come quello dell'emergenza-urgenza." La Centrale Operativa 118, diretta dal dottor Francesco Borgognoni, è attiva 24 ore su 24 e rappresenta il punto nevralgico del sistema regionale di emergenza sanitaria. Ha il compito di organizzare e gestire tutte le attività di emergenza-urgenza territoriale, coordinando gli interventi dal momento della richiesta di soccorso fino all'attivazione della risposta ospedaliera più appropriata e al trasporto del paziente nella struttura più idonea. Tra le principali funzioni della Centrale figurano la ricezione delle richieste di soccorso, la valutazione della gravità e della complessità dell'evento, l'attivazione dei mezzi di soccorso più adeguati e il coordinamento degli interventi anche in collaborazione con gli altri enti impegnati nelle emergenze, come Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine, Protezione Civile e Soccorso alpino. Gli operatori forniscono inoltre, quando necessario, istruzioni telefoniche per l'esecuzione di manovre salvavita in attesa dell'arrivo dei soccorsi. La nuova sede dispone di sistemi tecnologici avanzati che assicurano la sicurezza della gestione delle chiamate, la geolocalizzazione dell'utente, il monitoraggio in tempo reale dei mezzi di soccorso e sistemi radio e telefonici dedicati, elementi indispensabili per garantire rapidità, continuità ed efficacia nelle operazioni di emergenza. Nella Centrale Operativa prestano servizio 12 medici specialisti, 55 infermieri e 35 autisti, che assicurano il funzionamento della sala operativa e delle postazioni di ambulanza e automedica di Perugia-Monteluce, Perugia-Silvestrini e Perugia-Ponte Felcino. Le ulteriori postazioni territoriali del servizio di emergenza sono garantite dal personale delle Aziende USL Umbria 1 e Umbria 2. La Centrale si occupa inoltre di ricevere gli allarmi provenienti dalla Culla per la Vita, garantendo un'immediata attivazione dei soccorsi in caso di deposito di un neonato. Al termine della visita alla Centrale Operativa, la presidente Proietti ha raggiunto il presidio della Culla per la Vita, situato in prossimità dell'ingresso del Residence "Daniele Chianelli", in
via Martiri 28 Marzo 29, accanto all'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. La Culla per la Vita rappresenta un presidio di sicurezza che può contribuire a salvaguardare la vita dei bambini, evitando situazioni di abbandono in condizioni di pericolo e garantendo un'immediata presa in carico da parte del personale sanitario. Il presidio è dotato di una culla termica mantenuta costantemente alla temperatura adeguata, equipaggiata con sensori di peso e temperatura, videocamera interna, sistema di allarme, illuminazione e aerazione, oltre a una seconda culla termica da trasporto destinata al trasferimento immediato del neonato presso la Terapia Intensiva Neonatale. L'accesso avviene tramite una porta automatica che si apre premendo un apposito pulsante. La porta rimane aperta per 20 secondi e, se non viene rilevato alcun movimento, si richiude automaticamente. Se invece viene adagiato un neonato nella culla, la porta si chiude immediatamente, garantendo un ambiente protetto e termicamente idoneo. Contestualmente si attiva un sistema di allarme che inoltra in modo automatico e sequenziale una chiamata alla Centrale Operativa del 118, consentendo l'immediata attivazione dei soccorsi e della Terapia Intensiva Neonatologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Nello stesso momento entra in funzione anche la videocamera interna, che permette agli operatori di verificare le condizioni del neonato e predisporre il tempestivo intervento del personale sanitario. La delegazione istituzionale, composta dalla presidente Stefania Proietti, dal vicepresidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi, dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio d’Urso, dal prefetto di Perugia, Francesco Zito, e dal presidente Franco Chianelli, dopo aver visionato la culla per la vita si è spostata nella sala convegni del residence per un breve saluto. “
Oggiriapriamo la Culla per la Vita di Perugia, che torna a essere operativa dopo circa sei anni. –
ha detto Riccardo Vescovi, vicepresidente della Provincia di Perugia - Lo facciamo con un'importante novità: la culla sarà completamente gestita e integrata nel Servizio Sanitario Nazionale. Il nostro auspicio è che ogni donna che, per qualsiasi motivo, scelga di non tenere con sé il proprio bambino possa farlo attraverso il percorso del parto in anonimato, che rappresenta la soluzione più sicura e la strada da privilegiare, sia per la tutela della madre sia del neonato. Tuttavia, se anche una sola donna dovesse sfuggire a questo percorso, la Culla per la Vita potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte di un neonato. La Culla è infatti un presidio di ultima istanza, pensato per offrire un'ultima possibilità a quelle madri che, per le ragioni più diverse, decidessero di abbandonare il proprio figlio senza aver potuto o voluto ricorrere al parto in anonimato”. “Ringrazio le autorità presenti, i sanitari, i volontari e soprattutto Franco e Luciana Chianelli per aver sostenuto la costruzione della culla e la sua riapertura –
ha sottolineato la presidente Proietti – Qui si recupera il senso della vita: anche solo la possibilità di salvare una singola vita dà il senso a quello che facciamo. Una vita in più rispetto alle tante che già salva la sanità pubblica. Questo è un progetto che dobbiamo far conoscere anche ai più giovani, portandolo nelle scuole, nei consultori e negli oratori. Su questa iniziativa – continua – anche il Consiglio regionale ha avuto un atteggiamento unanime nel ripristino della piena funzionalità della Culla della Vita, ferma dal 2024. E’ necessario mettere in atto una campagna informativa in sinergia con il servizio sanitario regionale e le varie associazioni di sostegno della natalità”. La visita della presidente ha rappresentato anche l'occasione per incontrare gli sanitari impegnati quotidianamente nel sistema dell'emergenza-urgenza e per ribadire il valore strategico di servizi che, attraverso l'integrazione tra professionalità, tecnologie e reti assistenziali, garantiscono ai cittadini risposte rapide ed efficaci e la massima tutela della vita, fin dai suoi primi istanti.