"Impara l’arte e mettila da parte" recitava un vecchio adagio popolare, riferendosi al valore del mestiere e delle competenze. Ma esiste un’arte con la A maiuscola, fatta di pittura, scultura e architettura, che da secoli parla direttamente di noi, raccontando le nostre emozioni, le paure, i sogni, le guerre e la speranza. Da questa profonda convinzione sul ruolo essenziale della formazione prende il via il nuovo piano di proposte didattiche elaborato dal Polo Museale della Città di Gualdo Tadino e dal Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” per l’anno scolastico 2026/2027. Rivolgendosi ai dirigenti scolastici e agli insegnanti all'avvio del nuovo anno, la direzione del Polo Museale invita la scuola a ripartire proprio dai territori e dalla ricchezza della regione Umbria. Centri storici, piazze, strade e gallerie custodiscono infatti leggende di eroi ed eroine che compongono una narrazione dinamica, un racconto in cui le giovani generazioni possono ogni volta scoprire un finale diverso, aggiungendo e togliendo personaggi per interpretare la propria storia. Il circuito monumentale gualdese propone un’offerta variegata che spazia tra diverse discipline. Con il laboratorio di ceramica creativa i ragazzi riscoprono l'artigianato artistico locale, mentre ampio spazio è dedicato anche al legame tra natura e vita quotidiana con il progetto “Le piante magiche”, incentrato sui segreti dell'erboristeria, della medicina e dell'alimentazione, e con l'itinerario formativo sull'acqua come bene prezioso, che ne ripercorre il tragitto dalla sorgente alla tavola. Per quanto riguarda il patrimonio storico e medievale, il punto di riferimento resta la maestosa Rocca Flea, restaurata da Federico II di Svevia, dove gli studenti possono esplorare i sistemi difensivi e d'approvvigionamento idrico del castello per comprendere come si svolgesse la vita all'interno della fortezza. Un ruolo centrale nell'offerta formativa è affidato al Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, luogo pensato per far comprendere il presente attraverso un viaggio a ritroso nella memoria dei 27 milioni di italiani protagonisti del grande esodo migratorio tra l'Ottocento e il Novecento. Il percorso allestitivo coinvolge gli studenti in un'esperienza multimediale ed emozionale che parte dall'arrivo nei Paesi d'accoglienza, attraversa la fase del viaggio e risale fino al momento della partenza, avvalendosi di rari documenti d'epoca, proiezioni delle Teche Rai e filmati d'archivio della Radio Televisione Svizzera Italiana. I percorsi laboratoriali del Museo dell'Emigrazione affrontano tematiche di grande attualità sociale e civile. Con la proposta intitolata per esempio “Straniero in terra straniera” le classi analizzano i concetti di stereotipo, etnocentrismo e pregiudizio a partire dalle discriminazioni subite dagli italiani all'estero, maturando un'empatia fondamentale per interpretare i fenomeni migratori contemporanei. Per tutte le informazioni è possibile consultare i siti www.emigrazione.it e www.polomusealegualdotadino.it
Gubbio/Gualdo Tadino
14/09/2026 09:34
Redazione