Si sarebbe dovuto parlare di bilancio consolidato, dell'applicazione dell'avanzo di amministrazione 2025, di lavori pubblici, e di altri argomenti. Ma mancava il numero legale ed è così saltato il consiglio comunale di Gubbio del 28 ottobre. Dopo la richiesta del consigliere Diego Guerrini di verificare le presenze in aula per la prosecuzione dell'assise cittadina, il presidente Mattia Martinelli ha proceduto al consueto appello. In sala, tuttavia, mancava la soglia minima per rendere valida la seduta. Da qui, la prima sospensione di 20 minuti per consentire l'eventuale arrivo di altri consiglieri. Un'attesa risultata vana, dal momento che la situazione non è cambiata e così Martinelli, dopo ulteriore appello, si è visto costretto a sospendere la seduta, come previsto da regolamento. Consiglio rinviato a domani, giovedì 29 ottobre con lo stesso ordine del giorno, ma anche con un interrogativo. L'assenza di alcuni consiglieri è tutta da attribuire a impegni improrogabili o è frutto di qualche disagio e malumore politico? Del resto, negli ultimi giorni, non sono mancate tensioni tra il primo cittadino e l'area civica che compone la sua stessa maggioranza. La prossima seduta, forse, potrebbe offrire qualche risposta e, chissà, diventare anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Intanto tuona l'opposizione su quanto accaduto e su una situazione che alimenta dubbi e interrogativi sugli equilibri interni alla coalizione. I consiglieri di minoranza in una nota congiunta scrivono "All’ordine del giorno c’erano temi concreti e urgenti, che richiedevano serietà e responsabilità. La maggioranza ha risposto con la propria assenza [...] Gubbio non può essere governata da una maggioranza incapace di garantire il funzionamento del Consiglio e di dare risposte alla città. Questa esperienza amministrativa è fallita. Chiediamo a chi governa di prenderne atto, assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e porre fine a questa situazione. Gubbio non può più aspettare".