Venerdì 30 ottobre prossimo in vari centri della Valnerina ci saranno celebrazioni per il decennale del terremoto. L'arcidiocesi di Spoleto-Norcia propone una preghiera vespertina alle ore 17.00 nella Basilica di S. Benedetto a Norcia presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve, già presidente della Conferenza episcopale italiana. Il porporato in questi dieci anni - ricorda l'arcidiocesi - è stato nelle zone ferite dal sisma varie volte "come pastore sollecito per il suo popolo": si è fatto vicino con paternità al vescovo e ai preti, alla popolazione e alle istituzioni. È salito in Valnerina con la consapevolezza di chi sa cosa significhi affrontare una calamità naturale, avendo vissuto l'alluvione di Firenze del 1966 causata dallo straripamento dell'Arno. Da presidente della Conferenza episcopale italiana si è impegnato in prima persona per l'avvio di tanti progetti di sostegno alle attività produttive e alla vita delle comunità. Ricordiamo, tra tutti, la costruzione del Centro di comunità della Madonna delle Grazie a Norcia da parte di Caritas italiana e inaugurato proprio da Bassetti il 16 giugno 2017. I terremoti del 2016 hanno danneggiato 362 chiese nel territorio dell'arcidiocesi di Spoleto-Norcia: alcune sono crollate completamente, altre parzialmente e altre sono rimaste in piedi ma con danni consistenti. Ad oggi sono state riaperte al culto, in Valnerina e nella Valle Spoletina, 48 chiese. Quarantadue, invece, sono i cantieri in corso, tra cui la concattedrale di Santa Maria Argentea a Norcia, la collegiata di Santa Maria della Visitazione a Cascia, le chiese di S. Ansano e del Sacro Cuore a Spoleto, l'abbazia di S. Eutizio a Preci. L'ultima chiesa riaperta è quella di S. Luca in S. Luca di Montefalco lo scorso 17 ottobre. In fase di progettazione, infine, ci sono 49 chiese. La volontà dell'Arcidiocesi è quella di riconsegnare almeno una chiesa in ogni comunità, anche in quelle più piccole. Negli edifici di culto riaperti, poi, torneranno anche le opere d'arte che vi erano conservate prima del sisma, frutto della fede delle generazioni passate. In occasione del decino anniversario del terremoto è stata ulteriormente abbellita la cripta della Basilica di S. Benedetto. Nell'abside sono stati posizionati: al centro un crocifisso donato da don Luciano Avenati, a sinistra e a destra le icone di S. Benetto e Santa Scolastica scritte da Tiziana Pieruz di S. Ambrogio di Torino e donate dall'Arcivescovo. Il 21 ottobre scorso, poi, mons. Boccardo, insieme al pievano don Maurizio Erasmi, al collaboratore don Melchior Erram, cpps, e a don Luciano Avenati, si è recato nelle sacrestie della concattedrale di Santa Maria Argentea di Norcia. In queste stanze il tempo è rimasto fermo al 30 ottobre 2016: erano, infatti, interdette dalle macerie della chiesa e delle case adiacenti. Mons. Boccardo ha constatato come i paramenti antichi e moderni, così come le varie suppellettili, sono in buono stato di conservazione. In particolare ha ammirato lo splendido piviale con l'effige della Madonna della Misericordia, titolare del Duomo, con cui mons. Alberto Giuseppe Scola, vescovo di Norcia dal 1960 al 1972, partecipò al Concilio Ecumenico Vaticano II. "Il decennale, tuttavia - ha sottolineato l'arcivescovo Renato Boccardo - non può ridursi a una commemorazione di quanto abbiamo vissuto, né a un bilancio, per quanto necessario, delle opere realizzate e di quelle ancora da completare. Deve diventare soprattutto un'occasione per guardare avanti, rinnovando quella tenacia che appartiene alla storia e all'identità delle popolazioni della Valnerina. Una tenacia che, nel corso dei secoli, ha permesso di superare prove difficili, di ricostruire case e chiese, di custodire tradizioni e di dare forma a comunità capaci di riconoscersi in una storia condivisa. La memoria del terremoto non ci chiede soltanto di ricordare, ma di scegliere come vogliamo abitare il futuro. Ci chiede di trasformare la solidarietà di quei giorni in un impegno quotidiano, la tenacia delle nostre comunità in una responsabilità condivisa, la speranza in un'opera concreta. Le ferite del 2016 non sono tutte rimarginate e la ricostruzione non è ancora conclusa. Ma proprio per questo non possiamo permetterci di cedere alla stanchezza o di considerare inevitabile ciò che può e deve essere cambiato. La sfida dei prossimi anni sarà fare in modo che i territori feriti dal sisma non siano soltanto luoghi nei quali si torna a vivere, ma luoghi nei quali sia possibile scegliere di restare, mettere radici e progettare il domani". Il numero 38 del settimanale La Voce dedica all'anniversario del sisma uno speciale di due pagine, con contributi dell'arcivescovo Renato Boccardo, di don Luciano Avenati (che dieci anni fa era parroco dell'Abbazia di S. Eutizio), del commissario alla ricostruzione Guido Castelli, di Pietro Iambrenghi (nursino che racconta la sfida di non darla vita allo spopolamento).
Perugia
28/10/2026 15:54
Redazione