Si è svolta nella sala dei Notari del palazzo dei Priori di Perugia la celebrazione del 209/o anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria, alla presenza dei funzionari e dirigenti dell'amministrazione penitenziaria e delle più alte autorità civili, militari e religiose delle regioni Umbria e Marche. La cerimonia assume, quest'anno, un significato particolare poiché rappresentativa di tutti gli Istituti penitenziari compresi nel distretto appartenente al nuovo Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria, divenuto operativo dal 12 gennaio 2026, la cui sede è proprio nella città di Perugia. Dopo la lettura del massaggio del capo del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, sono intervenuti il dirigente di polizia penitenziaria Fabio Gallo in rappresentanza dei comandanti di reparto del distretto e dei funzionari del Corpo, e il provveditore regionale Liberato Guerriero. A seguire verranno consegnati i riconoscimenti conferiti al personale del Corpo di polizia penitenziaria che si è distinto in attività di servizio. L'assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli non ha potuto prendere parte alla cerimonia, ma ha voluto comunque far arrivare un messaggio in occasione della ricorrenza, rivolgendo un pensiero alle donne e agli uomini del Corpo, impegnati ogni giorno in un contesto che richiede equilibrio, attenzione e senso delle istituzioni. "Al provveditore Liberato Guerriero rivolgo i miei auguri di buon lavoro - afferma Barcaioli - con l'auspicio che si possa proseguire in un rapporto fondato sulla collaborazione tra istituzioni, nell'interesse del sistema penitenziario e della comunità. A tutto il Corpo va la mia riconoscenza per un'attività che si svolge quotidianamente in condizioni complesse e che incide in modo diretto sull'organizzazione e sulla tenuta degli istituti". "L'assessore richiama poi lo sguardo su una realtà - si legge in un comunicarto della Regione - che non può essere trattata come secondaria, quella degli istituti penitenziari, dove il sovraffollamento, la carenza di personale e le difficoltà operative pesano sia sulla vita delle persone detenute sia sul lavoro degli operatori, con effetti che si riflettono sull'intero sistema". "Le condizioni in cui si vive e si lavora all'interno delle strutture penitenziarie richiedono un'attenzione costante e scelte chiare, capaci di tenere insieme il rispetto dei diritti e le esigenze di sicurezza", osserva Barcaioli, sottolineando la necessità di sostenere chi opera in questo ambito e di rafforzare politiche in grado di intervenire sulle criticità che ne mettono a rischio l'equilibrio. Un messaggio "che accompagna idealmente la ricorrenza di oggi e richiama il valore di un servizio che resta essenziale per la collettività".