Contro il carovita, caroaffitti, carobenzina, salari bassi ed economia di guerra, anche a Perugia un corteo di manifestanti, oltre un migliaio i partecipanti, ha marciato in adesione allo sciopero generale per la mobilitazione nazionale indetta dall'Unione sindacale di base. Alla testa del corteo uno striscione tenuto dagli studenti con la scritta: "Contro guerra, carovita e repressione strappiamogli il futuro". I manifestanti, per la maggioranza studenti, si sono ritrovati in piazza Partigiani per poi avviarsi verso il centro storico e, passando per la zona universitaria, sono poi arrivati fino alla stazione di Fontivegge, toccando quindi i luoghi anche simbolo per scuola e trasporti. Le richieste al Governo sono di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari, con l'adeguamento degli stipendi all'aumento del costo della vita, e di dire "basta con la guerra". "Senza servizi pubblici non ci sono diritti, no all'economia di guerra", la scritta in un altro striscione. "Abbassate le armi e alzate i salari" è stato invece il grido che si è alzato durante un piccolo presidio del corteo in piazza IV Novembre, nel cuore del centro storico perugino. "Siamo qua oggi - ha affermato Gianluca Liviabella, rappresentante Usb in Umbria - contro l'economia di guerra, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita. I giovani che vedo io non sono quelli che spaccano le vetrine ma quelli che sfilano oggi con noi. I governi stanno destinando troppe risorse alle spese militari, mentre quelle per la sanità, l'istruzione e gli altri servizi pubblici rimangono insufficienti. Noi vogliamo un cambiamento e la chiamata oggi è a livello internazionale, una cosa che la storia del movimento operaio non ricorda".