Il fattore tempo si restringe ma la convinzione comune è che l’unica possibilità di rilancio per la Tagina è una sua cessione. Il giorno dopo il vertice in Regione da parte di proprietà, sindacati e istituzioni, si respira un clima di moderata fiducia mista a sano realismo.
Dopo il vertice perugino, i lavoratori del gruppo ceramico gualdese si sono riuniti per circa tre ore in in assemblea serale insieme ai loro rappresentanti sindacali. A larga maggioranza hanno deciso di mantenere viva l’azienda, consentendo fin dalla giornata odierna le spedizioni di alcune importanti commesse. Resta in piedi però lo stato di agitazione in attesa di atti concreti. E soprattutto in attesa che la nuova settimana fin dai primi giorni porti delle novità, in particolare dal possibile acquirente emiliano – il gruppo industriale Gambini – che a più riprese, anche nelle ultime ore, ha confermato interesse a rilevare l'azienda. Ma poi, si sa, quando si passa alla trattativa – come insegna il caso di Cerit – tutto può succedere. E anche la fumata apparentemente bianca, può diventare scura all'improvviso.
L'incontro a Palazzo Donini ha anche dato spazio alla Regione alla possibilità di mettere in campo, ovviamente con determinate condizioni, tutti gli strumenti a favore della ripresa produttiva e quindi dei lavoratori – come riporta una nota Cgil e Cisl – Con l’ultima legge di bilancio, infatti, ci dovrebbe essere la possibilità di accedere per un buon periodo ad ulteriori ammortizzatori sociali, utili per la ripresa dell’attività ed il mantenimento dei posti di lavoro”. E non secondari anche per un eventuale nuovo proprietario.
“L’azienda ancora oggi ha tutte le caratteristiche per essere rilanciata sul mercato nonostante problemi di carattere finanziario che gli istituti di credito non hanno ritenuto tamponare – proseguono i sindacati – Il nuovo impianto di produzione, la professionalità dei dipendenti e un buon portafoglio clienti sono un grande biglietto da visita di Tagina che è appetibile a tanti soggetti del settore ceramico italiano e mondiale; il suo marchio è noto come marchio di qualità. Lo ribadiamo ancora una volta – concludono Cgil e Cisl – tutti i tentativi di salvare l’azienda devono essere fatti, a maggior ragione in presenza di un mercato, quale quello ceramico, in forte ripresa, a differenza di quello umbro che sconta ancora le note difficoltà”.
Moderatamente fiducioso ieri si è detto anche il sindaco Presciutti, pur sapendo che solo la prossima settimana potrà essere foriera delle novità auspicate.
Gubbio/Gualdo Tadino
26/01/2018 17:41
Redazione