Al via dal 4 luglio anche in Umbria i saldi estivi che quest'anno, secondo le stime dell'ufficio studi di Confcommercio, vedrà ogni famiglia spendere in media 201 euro, pari a 91 pro capite, per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro. "La data di avvio in piena stagione estiva, troppo anticipata, e un andamento delle vendite piuttosto modesto da marzo a giugno - afferma il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio, Carlo Petrini - rendono l'avvio dei saldi estivi una occasione ghiotta per i consumatori, che possono fare veri affari, avendo a disposizione un vasto assortimento. È peraltro innegabile che in questi anni è cambiato sia l'approccio dei clienti, sia il valore dei saldi stessi. Un tempo erano lo strumento per svuotare i magazzini, oggi questo aspetto è molto ridotto, perché sono pochissime le attività che accumulano merce: servono soprattutto per fare liquidità. Quali che siano le previsioni sulle vendite, il mutamento delle condizioni di mercato e dei comportamenti di acquisto, il far west che si registra con i cosiddetti 'pre-saldi' o saldi privati, che premiano i 'furbetti', la concorrenza dell'on line, che fa sconti quando e quanto vuole, rendono inderogabile arrivare ad una nuova regolamentazione della materia". "Federmoda e Confcommercio Umbria - prosegue Petrini - stanno lavorando da tempo sui tavoli nazionali e regionali per la riforma della disciplina delle vendite straordinarie e dei saldi, con proposte organiche e concrete. In occasione dei lavori di riforma del Testo unico del commercio abbiamo elaborato e presentato alla Regione Umbria una serie di richieste, il cui duplice obiettivo è assicurare maggiore trasparenza ai consumatori e allo stesso tempo tutelare le imprese di vicinato. La proposta più rilevante riguarda l'introduzione, su facoltà della Regione Umbria, di nuovi periodi di vendita di fine stagione oltre ai saldi invernali ed estivi tradizionali: saldi di primavera (24 maggio-8 giugno) e saldi d'autunno (15-30 novembre), della durata massima di 15 giorni ciascuno, con un intervallo a prezzo pieno tra il 9 giugno e il 31 luglio, così da distribuire meglio le vendite lungo l'anno e sostenere la sostenibilità economica delle imprese". Tra le richieste anche la conferma del divieto di reintegro della merce durante le liquidazioni, per preservarne la natura eccezionale; la conferma del periodo di inattività di 180 giorni dopo una liquidazione per cessazione di attività, e della chiusura obbligatoria di almeno 15 giorni dopo liquidazioni per ristrutturazione o rinnovo dei locali; il mantenimento del divieto di vendite promozionali sui prodotti non alimentari stagionali dal primo dicembre fino all'avvio dei saldi invernali, per tutelare il valore economico delle vendite di fine stagione. "Tutte proposte che vogliono restituire ai saldi la loro specifica funzione - spiega il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio - e disciplinare una situazione di grande anarchia, che danneggia sia il consumatore che le imprese che rispettano le regole. Norme chiare, controlli sul loro rispetto, sanzioni per chi non si adegua: se non si arriverà a questo sui saldi ci sarà sempre maggior confusione".
Gubbio/Gualdo Tadino
03/07/2026 11:45
Redazione