Ondate di calore sempre più intense e prolungate, settimane di caldo estremo anticipate e ormai ricorrenti.
I sindacati delle costruzioni, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria tornano a richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali sulla situazione che si sta registrando in numerosi cantieri e luoghi di lavoro del territorio, dove, nonostante l’entrata in vigore dell’ordinanza regionale sul rischio caldo, continuano a pervenire segnalazioni di attività lavorative svolte in condizioni che appaiono incompatibili con gli strumenti di tutela finora previsti.
"Le informazioni raccolte - si legge nella nota congiunta - evidenziano casi in cui si continua a lavorare senza una adeguata rimodulazione degli orari, senza pause sufficienti, senza aree ombreggiate e senza tutte le misure organizzative necessarie a ridurre il rischio di stress termico, malori e infortuni. Una condizione grave che si verifica nei cantieri, su ponteggi, coperture, scavi, strade e superfici esposte, ma che non riguarda soltanto il lavoro all’aperto.
Nelle fabbriche, nei capannoni e in tutti gli ambienti chiusi le temperature interne possono diventare roventi senza un’adeguata climatizzazione e organizzazione del lavoro, diventando un fattore di rischio documentabile e misurabile."
Fillea, Filca e Feneal chiedono quindi l’attivazione immediata di una campagna straordinaria di controlli nei cantieri e nei luoghi di lavoro maggiormente esposti, il coordinamento tra Asl, Ispettorato del lavoro, Inail e organismi competenti per verificare il rispetto dell’ordinanza regionale e delle norme in materia di salute e sicurezza, e la convocazione urgente di un tavolo regionale con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali per monitorare l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione e individuare ulteriori interventi necessari.
"Le misure assunte dal Governo nazionale - continua la nota - confermano purtroppo un approccio ancora una volta tardivo e insufficiente. La reintroduzione, solo il 22 giugno, della possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in caso di stop dovuto al caldo, seppur utile, non risolve il problema."
Per questa ragione, i sindacati delle costruzioni ribadiscono anche la necessità, sul piano nazionale, di una legge organica capace di affrontare in modo preventivo, uniforme e strutturale il tema del lavoro in presenza di alte temperature.
Gubbio/Gualdo Tadino
24/06/2026 13:01
Redazione