E' accusato di avere impiegato quattro lavoratori, tre dei quali tre extracomunitari richiedenti asilo, approfittando del loro stato di bisogno e sottoponendoli a "severe condizioni di sfruttamento con l'utilizzo di metodi intimidatori per mantenerli in uno stato di soggezione" l'amministratore unico di una società attiva nel settore della produzione di prodotti da panificazione e da forno del tuderte, in Umbria, sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il provvedimento, disposto dal tribunale di Spoleto, è stato adottato al termine di una complessa attività d'indagine condotta dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia. In particolare è emerso - riferisce l'Arma - che il datore di lavoro non retribuiva mensilmente i propri dipendenti, e solo in alcuni casi gli erogava piccoli acconti in contanti, corrispondendo quindi paghe risultate "palesemente difformi ed inferiori" rispetto ai parametri stabiliti dai contratti collettivi nazionali per la categoria. Inoltre secondo i carabinieri, i lavoratori, nel prestare la propria opera, venivano adibiti a mansioni che richiedevano l'utilizzo di attrezzature per le quali era necessaria una specifica formazione alla quale è risultato che non fossero mai stati avviati dall'imprenditore, "esponendoli ad ulteriori rischi" sul luogo di lavoro aggravati dalla mancata sorveglianza sanitaria obbligatoria e dall'assenza dei presidi di primo soccorso e antincendio. I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro hanno anche sottoposto a sequestro preventivo la società, i beni aziendali e le quote associative dell'imprenditore ponendo l'azienda in amministrazione controllata al fine di garantire la prosecuzione delle attività economiche. L'operazione - sottolinea l'Arma - si inserisce nell'ambito delle costanti attività di controllo condotte dal nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia per !a tutela della legalità nei luoghi di lavoro, volte a reprimere le condotte che ledono la dignità dei lavoratori e a garantire una leale concorrenza tra le imprese del territorio".