Si è concluso ieri, 20 giugno, al Teatro Comunale di Scheggia, il convegno «Scheggia ritrova il suo Beato. Forte Gabrielli tra storia e fede». Non un convegno come tanti: la prima sessione si è svolta all’aperto, sul Colle di Santa Maria, sul luogo stesso dell’eremo — raggiunto per la prima volta in forma pubblica e di studio — prima che il confronto degli studiosi proseguisse il giorno seguente al Teatro Comunale.
La sessione inaugurale ha unito due sguardi sul medesimo luogo. Sul Colle Santa Maria, dove sorgeva l’eremo del Beato, le testimonianze archeologiche del sito sono state illustrate dalla Prof.ssa Maria Angela Testa (archeologa), mentre la salita, guidata dal Prof. Raffaele Capponi (guida AIGAE), ha fatto leggere il valore naturalistico del territorio del Parco del Monte Cucco — tra i più significativi dell’Appennino umbro-marchigiano per geologia, sistema carsico e ambienti d’alta quota — restituendo l’eremo non come rovina isolata, ma come parte viva di un paesaggio.
Tra l’eremo e l’archivio, le relazioni hanno ricollocato il Beato nella sua trama autentica: la consorteria eugubina dei Gabrielli, la grande riforma eremitica e camaldolese di queste montagne, l’orizzonte di Fonte Avellana, fino al processo di beatificazione sotto Benedetto XIV. A rendere eccezionali le giornate, accanto a relatori di prestigiose istituzioni — dall’Università di Perugia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, allo Studium Theologicum Galilaeae — la presenza di giovani studiosi: segno che la riscoperta del Beato non è solo memoria, ma ricerca viva.
I lavori confluiranno nella pubblicazione degli Atti, a cura dell’Associazione promotrice.
Le conclusioni del convegno, moderato da Sandro Giacchetti, sono state tratte dal Prof. Matteo Monfrinotti del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo in Roma nonché Parroco di Scheggia e Pascelupo.
Gubbio/Gualdo Tadino
21/06/2026 17:38
Redazione