Il panorama delle dipendenze sta attraversando un mutamento profondo che impone un cambio di rotta nelle politiche sanitarie, e l'Umbria ha un modello da proporre. Come evidenziato dalla Relazione al Parlamento 2026, l’abuso di sostanze si intreccia sempre più con la sofferenza psicologica e le dipendenze digitali. I dati dello studio ESPAD rilevano che il 26% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha assunto sostanze illegali nell’ultimo anno. A questo si aggiungono i rischi legati alla tecnologia: il 17% dei giovani presenta un profilo di gaming a rischio, e 230 mila ragazzi mostrano un uso problematico di internet.
Per rispondere a questa pressione sui servizi territoriali, la Regione Umbria ha attivato nelle due Usl il progetto sperimentale "MYT – EsplorAzioni", stanziando 1 milione e 605 mila euro per una sperimentazione triennale. L’obiettivo è superare la logica dell'emergenza per intercettare il disagio di adolescenti e giovani adulti prima che si trasformi in dipendenza conclamata.
A questo proposito, la presidente Stefania Proietti ha sottolineato la necessità di una svolta strutturale nelle politiche pubbliche: "Il passaggio dalle 'politiche antidroga' alle 'politiche contro la droga e le altre dipendenze' non è solo un aggiornamento lessicale: è il riconoscimento che servono strumenti diversi, più integrati, più vicini ai contesti reali in cui il disagio nasce e si manifesta. L’idea è semplice: non aspettare che siano i giovani ad adattarsi ai servizi, ma rendere i servizi più accessibili, più prossimi, più capaci di parlare il loro linguaggio."
Il modello applicato scardina infatti l'approccio tradizionale. Attraverso microequipe multidisciplinari composte da psicologi, educatori e assistenti sociali, il progetto garantisce una presenza strutturata e senza filtri burocratici direttamente nelle scuole, nelle università e nei luoghi di aggregazione spontanea dei ragazzi.
I dati locali del 2025 confermano l'efficacia di questa strategia di prossimità: il progetto ha raggiunto 402 utenti sul territorio umbro, di cui ben 341 concentrati nella fascia d'età critica tra i 14 e i 24 anni. L'orientamento della sanità regionale è ora quello di consolidare questo modello per integrarlo stabilmente nel sistema socio-sanitario dell'Umbria.