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Luigi Serafini dona a Fondazione Perugia l'opera "In viaggio verso Amelia, 11 km a Ovest di Narni"

L'opera, entrerà a far parte stabilmente delle collezioni della Fondazione, arricchendone il patrimonio artistico e culturale.

Fondazione Perugia annuncia con grande soddisfazione la donazione da parte di Luigi Serafini dell’opera In viaggio verso Amelia, 11 km a Ovest di Narni, che entrerà a far parte stabilmente delle collezioni della Fondazione, arricchendone il patrimonio artistico e culturale. L’atto di donazione è stato formalizzato alla presenza dell’artista e del Presidente della Fondazione, Alcide Casini. Realizzata nel 2025, l’opera rappresenta un’acquisizione di particolare rilievo non soltanto per il prestigio internazionale del suo autore, ma anche per il profondo legame che essa intrattiene con il territorio umbro, con la memoria e con la dimensione affettiva del paesaggio. Artista, architetto e designer tra i più originali e riconosciuti del panorama contemporaneo, Luigi Serafini è noto in tutto il mondo per il Codex Seraphinianus, pubblicato nel 1981 e divenuto negli anni un autentico fenomeno culturale internazionale, considerato una delle opere più visionarie e influenti della creatività contemporanea. Le sue opere sono state esposte nelle principali istituzioni culturali internazionali, contribuendo a consolidarne il ruolo di figura centrale dell’immaginario artistico contemporaneo. L’opera donata alla Fondazione nasce nell’ambito della mostra internazionale Copistes. In an exceptional collaboration with the Musée du Louvre, ospitata dal Centre Pompidou-Metz dal 14 giugno 2025 al 2 febbraio 2026. Il progetto ha coinvolto artisti provenienti da diversi Paesi, invitati a confrontarsi con i capolavori custoditi nelle collezioni del Louvre, dando vita a un dialogo tra memoria, reinterpretazione e contemporaneità. Realizzata con tecnica mista, mediante l’utilizzo di una cornice antica e di stampe su tela e su carta di cotone, In viaggio verso Amelia, 11 km a Ovest di Narni prende avvio dal celebre dipinto del Ponte di Narni di Jean-Baptiste Camille Corot, trasformandolo in un itinerario personale attraverso il paesaggio umbro, i ricordi d’infanzia e la memoria familiare. Lo stesso artista ha raccontato così la genesi dell’opera: «Tanti anni fa, attraversando il Louvre, fui folgorato da un quadro di Camille Corot che mi evocò d'improvviso quel paesaggio che vedevo attraverso il finestrino della Fiat 600 Multipla nei viaggi estivi lungo la Flaminia alla volta di Amelia, a trovare la nonna adorata. Nel 2025, grazie a una giocosa combinazione tra il Louvre e il Pompidou-Metz, sono riuscito a materializzare quell'emozione in un'opera che ora, per volontà della Fondazione Perugia, verrà trasmessa alle future generazioni, custodendo la traccia di quel misterioso legame vitale tra nonne e nipoti.» Nelle parole dell’artista emerge il nucleo più profondo del lavoro: il dialogo tra l’opera di Corot e la memoria personale, tra il paesaggio reale e quello interiore, tra il viaggio e il ricordo. L’opera si configura così come una riflessione poetica sul tempo, sulla trasmissione affettiva e sul rapporto tra le generazioni, trasformando una vicenda intima in una narrazione universale. «Accogliamo con profonda gratitudine questo straordinario gesto di generosità da parte di Luigi Serafini», dichiara il Presidente Alcide Casini. «L’ingresso di quest’opera nelle nostre collezioni rappresenta un arricchimento di grande valore per il patrimonio artistico della Fondazione. Si tratta di un lavoro che unisce prestigio internazionale, qualità artistica e forte radicamento nel territorio umbro, elementi che ne fanno una testimonianza particolarmente significativa per la nostra istituzione e per la comunità.» La donazione testimonia il legame tra uno dei più autorevoli protagonisti dell’arte contemporanea italiana e l’Umbria, rafforzando il ruolo di Fondazione Perugia quale luogo di conservazione, valorizzazione e diffusione della cultura. L’opera entrerà a far parte del percorso espositivo permanente della Fondazione, contribuendo ad ampliare il dialogo tra patrimonio storico e ricerca artistica contemporanea e affidando alle generazioni future la memoria di un paesaggio, di un viaggio e di un legame familiare che l’arte ha saputo rendere universale.

Perugia
25/06/2026 12:18
Redazione
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